L’AQUILA – “E questa sarebbe la città a vocazione turistica tanto decantata dal nostro sindaco?”.

È la provocatoria domanda di Mara Quaianni di Federalberghi, dopo lo stato di abbandono del teatro romano di Amiternum denunciato da AbruzzoWeb su segnalazione di un lettore.

“Non vogliamo sapere a chi compete la manutenzione dei siti archeologici – afferma in una nota – ma una domanda sorge spontanea fra gli albergatori della città: a cosa servono tutti gli sforzi che si stanno facendo per dare visibilità e credibilità  al nostro sistema turistico?”.

“A cosa serve riunirsi in consorzio, sobbarcarsi spese ed investimenti privati non indifferenti se poi agli occhi dei turisti diamo un’impressione così negativa?”.

“Per fare turismo non serve solo l’imprenditorialità degli operatori (come più volte ci è stato rimproverato dal nostro primo cittadino), ma è fondamentale avere servizi (trasporti, itinerari, sentieri,…) che competono esclusivamente alle istituzioni”.

“Ed allora, cari albergatori, rimbocchiamoci le maniche ed organizziamo una giornata ecologica presso i nostri siti: ovviamente il sindaco dovrà tenerne conto riducendo le tasse sui rifiuti che noi operatori paghiamo in maniera spropositata e sulle quali, dopo varie azioni, ancora non riusciamo ad avere la famosa riduzione che ci compete equiparando gli alberghi a case di civile abitazione (basta vedere le varie sentenze che sono state emanate da vari Tribunali di altre città!)”.

“Restiamo in attesa di chiarimenti da parte del sindaco oltre all’autorizzazione per la giornata ecologica, perché noi teniamo al decoro dei nostri monumenti e dei nostri siti archeologici che sono lo specchio della città e della nostra civiltà cui teniamo moltissimo”, conclude la Quaianni.

Un lettore ha denunciato in particolare un episodio di cui è stata protagonista, suo malgrado, una comitiva di inglesi, arrivata all’Aquila con un’agenzia di turismo archeologico rimasta un’ora davanti al cancello del teatro romano di Amiternum ad aspettare che il custode gli aprisse.

L’area archeologica nei pressi di San Vittorino è poi nel degrado più assoluto. Neanche la realizzazione di una struttura che sarebbe dovuta servire all’accoglienza ha aiutato a migliorare le cose, visto che è quasi sempre chiusa e nell’abbandono.

Secondo quanto denunciato dal lettore di AbruzzoWeb, che ha provato a sollecitare almeno lo sfalcio dell’erba, “i dipendenti della Soprintendenza non possono intervenire perché hanno cambiato livello e in base alla nuova qualifica non sono tenuti a farlo”.

“Per le strutture destinate all’accoglienza, che sono sempre chiuse, sono stati spesi un sacco di soldi – ha aggiunto – ho presentato una denuncia alla Corte dei Conti ma non è intervenuta!”.

Non è da meno il vicino anfiteatro romano, ormai senza neanche più illuminazione notturna.