L’AQUILA – Il Tribunale amministrativo regionale (Tar) dell’Aquila, con sentenza del 4 aprile scorso, ha respinto il ricorso presentato dalla ditta Turismo Fratarcangeli Cocco di Vincenzina Cocco di Frosinone per contrastare l’annullamento deciso dal Comune dell’Aquila dell’affidamento del servizio scuolabus del capoluogo abruzzese in seguito all’appalto del maggio dello scorso anno.

Nel giro di qualche settimana, il servizio potrebbe essere affidato al Consorzio trasportatori e autonoleggiatori (Cta), che era arrivata al secondo posto nella gara bandita dall’amministrazione comunale lo scorso anno, a quei tempi guidata dalla coalizione di centrosinistra con il sindaco, Massimo Cialente.

Anche se Fratacargeli potrebbe rivolgersi al Consiglio di Stato.

In questo senso, comunque, la palla ora passa al nuovo primo cittadino, Pierluigi Biondi, che governa con una coalizione di centrodestra il Comune dell’Aquila dal giugno dello scorso anno.

L’annullamento da parte dell’attuale amministrazione è stata motivata dal fatto che la Fratarcangeli avrebbe omesso alcune esclusioni in altre gare, fatti che non avrebbero  permesso la partecipazione al bando in questione.

Solo qualche giorno fa, la stessa ditta è finita al centro delle cronache e delle polemiche per la foto di un bambino che si sporge pericolosamente fuori dal finestrino di uno scuolabus, inviata alla redazione di AbruzzoWeb, da un genitore preoccupato.

Un’immagine che ha causato sentimenti di indignazione sulla rete e nella cittadinanza.

Lunga e tormentata la storia del delicato servizio negli ultimi anni: Fratarcangeli gestisce l’appalto per il servizio scuolabus dal 2012, dopo aver vinto il ricorso al Tar contro il Comune dell’Aquila e il Consorzio trasportatori e autonoleggiatori (Cta), che aveva inizialmente vinto la gara.

La ditta poi ha ricevuto una serie di proroghe che hanno permesso la prosecuzione della gestione fino al maggio 2017, quando il Comune ha indetto una nuova gara.

A vincere è stata nuovamente la Fratarcangeli, che grazie a un ribasso è riuscita ad avere la meglio il Cta, arrivato secondo.

Dopo qualche giorno, però, il Consorzio, venuto a conoscenza di esclusioni avvenute in altri Comuni abruzzesi della ditta di Cocco, ha deciso di denunciare il fatto al Comune dell’Aquila con una serie di diffide che ha deciso per questi motivi di revocare la gestione.

A quel punto, la Fratarcangeli si è rivolto al Tar, ritenendo giusta l’aggiudicazione; il Cta, a sua volta, ha deciso di ricorrere al Tar ritenendo illegittima la partecipazione al bando “a monte” da parte della ditta concorrente, alla luce delle esclusioni, che non avrebbero permesso la partecipazione.

I due ricorsi sono stati unificati e l’esito si è avuto con la sentenza del 4 aprile scorso, a cui però la Fratarcangeli potrebbe ancora opporsi rivolgendosi al Consiglio di Stato.

Spiega il legale del Cta, l’avvocato Antonio Francesco Caputo, del foro di Roma: “Il Tar ha preso questa decisione dopo una valutazione sulle procedure che hanno portato all’affidamento del servizio, dichiarando l’inaffidabilità della stessa Fratarcangeli e la insufficiente integrità che invece deve permanere dall’inizio alla fine della gara. Ora attendiamo cosa deciderà l’amministrazione comunale aquilana in base alla sentenza del Tar pronunciandosi anche per quanto tempo la ditta manterrà la gestione – conclude Caruso – mediamente si parla di 20-30 giorni”.