Il Tribunale Amministrativo Regionale ha dichiarato illegittima, ancora una volta la nomina del Comandante della Polizia Locale dell’Aquila, l’architetto Marco Marrocco.
l Tar non solo ha dichiarato nulli gli atti prodotti dal Comune dell’Aquila per violazione delle precedenti sentenze e per palese violazione di legge, ma ha anche sollevatoforti perplessità sulla legittimità costituzionale dell’emendamento alla legge regionale sulla polizia locale, che di fatto consente di affidare l’incarico a dirigenti esterni.
Tuonano i consiglieri comunali di opposizione Enrico Verini e Gianni Padovani: “In una città normale il sindaco si dimetterebbe e sarebbe chiamato da Procura e Corte dei Conti a rispondere dei danni provocati da nove anni di pedestre gestione della sicurezza e da otto imperdonabili scivoloni giudiziari di tale portata, con gli annessi danni erariali, ma è ormai evidente ed inquietante che non siamo in una città normale. E continua la penosa vicenda di un capoluogo che si fregia del titolo sfavillante di capitale della cultura, ma è privo da nove anni anche di cose elementari e di base, come il Comandante della Polizia, con pesanti ripercussioni sulla sicurezza pubblica e vivibilità urbana, nonché sui delicati compiti di polizia giudiziaria, polizia stradale e di pubblica sicurezza. E pure vogliamo esprimere solidarietà agli operatori della nostra Polizia Locale, umiliati da nomine estranee e che non meritano di essere senza una guida legittima da troppo tempo. Intanto gli aquilani sono costretti a convivere con una scarsa e discrezionale applicazione delle regole, a partire dal traffico e parcheggio selvaggio per continuare con la legislazione commerciale (ad es., vedi dehors alla “faccio come mi pare”), per non parlare della legislazione edilizia ed ambientale”.
Ed ironizzano “Vogliamo sperare che Biondi non voglia insistere e nominare come Comandante un medico o uno psicologo o un laureato Isef. Non si gioca con le istituzioni e con le regole, e gli aquilani meritano quel rispetto che il sindaco non gli ha mostrato per anni. Stupisce e sorprende, in questa lunga e vergognosa vicenda, non solo la prepotenza politica di un sindaco corsaro che non rispetta la legge e vuole un Comandante mera appendice del potere politico, ma anche l’accondiscendenza delle strutture dirigenziali e della Prefettura che hanno supinamente accettato nomine sempre palesemente contra legem e non sono intervenute quando potevano e dovevano farlo”.
Va giù duro anche il Partito democratico con Stefania Pezzopane.
Pezzopane (PD): “Comandante della Polizia Locale, la settima figuraccia dell’amministrazione Biondi. Nuova bocciatura del TAR”
“La nuova sentenza del TAR sulla nomina del Comandante della Polizia Locale consegna all’amministrazione Biondi la settima figuraccia davanti alla giustizia amministrativa su una vicenda che si trascina da anni e che continua a danneggiare l’immagine del Comune dell’Aquila. Una batosta, l’ennesima, che era del tutto evitabile. Come centrosinistra abbiamo sollevato il problema fin dall’inizio, dentro e fuori il Consiglio comunale. Abbiamo sempre sostenuto che il Comandante dovesse essere individuato tra gli appartenenti al Corpo della Polizia Locale, nel pieno rispetto delle norme e delle sentenze che, nel corso degli anni, hanno chiarito senza equivoci quale fosse la strada da seguire. L’amministrazione, invece, ha scelto di tirare dritto, ignorando le nostre interrogazioni, le nostre iniziative e i ripetuti richiami della giustizia amministrativa”.
“La sentenza dimostra, una volta di più, se mai ve ne fosse ancora bisogno, che il centrosinistra aveva visto giusto. Abbiamo denunciato per anni l’illegittimità di quelle scelte, proponendo una soluzione rispettosa delle norme e dell’autonomia della Polizia Locale. La maggioranza ha preferito ignorare ogni richiamo, fino a incassare questa ennesima bocciatura. È ancora più grave se si considera che appena ieri la maggioranza di centrodestra ha bocciato il nostro ordine del giorno sulla sicurezza urbana, nel quale denunciavamo, tra le principali criticità, proprio la mancanza di un Comandante della Polizia Locale pienamente legittimato e chiedevamo di porvi rimedio attraverso la valorizzazione delle professionalità interne al Corpo o, in alternativa, mediante il tempestivo espletamento del concorso per la copertura definitiva dell’incarico. A distanza di poche ore è arrivata la nuova sentenza del TAR, che conferma quanto fosse fondata quella richiesta e quanto fosse invece miope la scelta della maggioranza di respingerla”.
“Nemmeno la modifica della legge regionale è riuscita a cambiare il quadro. Il TAR ha ribadito che non è possibile utilizzare una norma regionale controversa per aggirare disposizioni che continuano a disciplinare l’organizzazione della Polizia Locale e che erano già state interpretate in modo chiaro dalla magistratura amministrativa. Quello che colpisce è la pervicacia con cui si è voluto proseguire una battaglia giudiziaria che appariva già segnata. Per anni sono stati spesi soldi pubblici per difendere atti che i giudici hanno continuato a dichiarare illegittimi. È doveroso chiedersi quanto sia costata ai cittadini questa scelta e perché nessuno abbia avuto il buon senso di fermarsi prima”.
“Dopo sette sentenze sfavorevoli non basta voltare pagina. Occorre assumersi le proprie responsabilità. Il sindaco Biondi dovrebbe revocare gli incarichi e adottare tutti i provvedimenti conseguenti nei confronti di chi ha continuato a firmare atti che la magistratura amministrativa ha ripetutamente dichiarato illegittimi. E sarebbe altrettanto doveroso verificare se chi ha provocato questo interminabile contenzioso debba rispondere anche del danno economico arrecato al Comune, chiamando i responsabili a rifondere le ingenti spese legali sostenute dai cittadini per assecondare un’ostinazione politica che si è trasformata, per sette volte, in una sonora sconfitt





