L’AQUILA – Un deciso “no” al nucleare arriva dai giovani studenti aquilani.
Sabato scorso, infatti, il liceo Classico “Cotugno” dell’Aquila ha ospitato il professor Michele Di Paolantonio, presidente della commissione mediterranea International Physicians for the prevention on nuclear war (Ippnw), grazie alla collaborazione tra corpo docenti e studenti delle classi 3ªA, 3ªB, 3ªC e 3ªE del liceo aquilano.
L’organizzazione medica, premio Nobel per la pace nel 1985 per la prevenzione della guerra nucleare per aver offerto “un notevole servizio e diffondendo le disastrose conseguenze delle armi atomiche”, ha come unico obiettivo quello di “annientare l’idea che l’uso delle armi nucleari o del nucleare in genere, sia positiva, mostrandone le conseguenze che ne derivano”, come si legge nel comunicato diffuso dagli organizzatori.
Di Paolantonio nel suo intervento ha posto l’accento sul pericolo che provocano le armi nucleari e al loro abuso come già accaduto in passato.
“È bene che si conoscano gli effetti disastrosi sull’essere umano – si legge ancora nella nota – anche grazie alle testimonianze di chi ha vissuto il dramma di un disastro nucleare il cui pericolo è ancora, purtroppo, attuale”.
Accomunati dalla stessa idea del professor Di Paolantonio, gli studenti del “Cotugno” hanno allestito una mostra, ispirata all’organizzazione no-profit “SenzAtomica” e realizzato un video molto suggestivo, con i quali hanno voluto esporre “la mostruosità delle armi atomiche e dunque le loro conseguenze, dimostrando un non poco rilevante impegno. Immagini crude, impressionanti e fin troppo reali, che evidenziavano i problemi legati all’utilizzo di queste armi: bambini assai malformati, feti non sviluppati, mali assolutamente evidenti”.
“Con questa iniziativa – spiega la professoressa Antonietta Di Pasquale – non vogliamo cambiare il mondo, perché sarebbe impossibile; però possiamo cominciare a fare qualcosa di concreto partendo dai giovani”.
Difatti cambiare è saggio, cambiare senza nuocere a qualcuno.
“La mentalità secondo la quale con le armi nucleari si è più potenti, ma anche più delinquenti – dicono in coro i liceali – può, anzi, deve essere cambiata a tutti i costi. L’essere umano si trova in difficoltà quando deve fare un salto dall’essere bestiale all’essere razionale fino in fondo, ed essere razionale significa anche non far del male all’altro”.
“Riguardo a questo importante argomento – conclude la nota – i giovani devono necessariamente diffondere il ‘vangelo’ dell’antinucleare. La nostra scuola ha già cominciato a diffonderlo, dovrà continuare a farlo”.






