L’AQUILA – “Esprimiamo forte preoccupazione e disappunto per la nota inviata dal sindaco dell’Aquila alle società partecipate dove si legge che gli attuali amministratori devono provvedere ad un ‘piano di razionalizzazione delle spese di gestione e del personale senza guardare in faccia nessuno’ ed ancora, ‘senza escludere l’ipotesi di mobilità o contratti di solidarietà”. 

Lo scrivono in una nota i segretari provinciali di Fp Cgil, Filt Cgil e Filcams Cgil, Francesco Marrelli, Domenico Fontana e Luigi Antonetti, in merito alla nota riservata svelata da AbruzzoWeb che Massimo Cialente ha inviato ai vertici della aziende municipalizzate dei rifiuti (Asm), dei trasporti (Azienda mobilità aquilana), delle farmacie (Afm), dell’elaborazione dati (Sed) e del Centro turistico del Gran Sasso (Ctgs), da sempre ritenute importanti centri di spreco.

“Il sindaco dell’Aquila dimentica che le società incriminate sono le stesse che perseguono, per conto dello stesso ente comunale, finalità istituzionali, ovvero che erogano servizi essenziali alla collettività – aggiungono – L’attuale disordine politico e gli atteggiamenti negligenti da parte del Governo nei confronti del Comune dell’Aquila non possono avere conseguenze sui diritti dei lavoratori e sugli attuali livelli occupazionali. Nel contempo utilizzare una scellerata politica di contrapposizione tra cittadini e lavoratori delle società partecipate sicuramente non aiuta a ricercare soluzioni utili ai tanti problemi che questo territorio deve affrontare”.

“Non v’è traccia nella nota in questione di azioni rivolte all’efficientamento dei servizi per garantirne qualità e puntualità, ed ancora su come intervenire con rigore su sprechi, riduzione di consulenze e soprattutto su come mettere in rete le tante esperienze che i lavoratori hanno acquisito in anni di lavoro – proseguono – Al contrario, negli anni passati si è scelto di fare altro, aumentare gli incarichi dirigenziali, esternalizzare attività e funzioni. Rispetto innanzitutto per chi con sacrificio e devozione svolge il proprio lavoro. Esercizio superfluo ricordare al sindaco che gli attuali amministratori unici delle partecipate rispondono a nomine da egli stesso assegnate, e che troppo comodo appare attribuire responsabilità a livelli diversi da quelli di vertice. Inutile aggiungere che spesso tali amministratori poco o nulla hanno portato in termini di cultura dell’efficienza se non rivolgere le loro attenzioni dove è comodo e semplice rivolgerle; il salario dei dipendenti ed i loro diritti frutto di anni di conquiste sindacali”.

“Noi non abbiamo alcun timore a confrontarci sui temi dell’efficienza e dell’efficacia dei servizi, ognuno deve metterci il suo, e la proprietà certo non può ribaltare le proprie responsabilità. I lavoratori hanno già dato, ed a volte anche senza ricevere per il lavoro svolto il relativo salario, continuando ad operare regolarmente per puro senso di responsabilità. Altrettanta responsabilità non rileviamo nei toni e nei contenuti della missiva in questione -precisano – Già in data 25 novembre 2010 l’amministrazione comunale, i presidenti delle società partecipate e le organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil sottoscrissero un accordo con un duplice obiettivo: ‘lo sviluppo e l’efficienza di tutti i servizi erogati alla collettività’ e contestualmente ‘salvaguardare gli attuali livelli occupazionali delle partecipate'”. 

“Da lì solo atti unilaterali ed impegni disattesi. Ultimo in ordine di tempo risale al 2015, quando dopo una procedura di Stato di Agitazione di tutte le partecipate, gli impegni assunti in Prefettura di analisi ed approfondimento delle azioni da adottare per le singole aziende si sono infine risolti in un unico incontro svolto in Comune con Ama Spa – concludono – È nostra volontà avviare con il Comune una tavolo di discussione ripartendo dal predetto accordo che affronti in termini non pregiudizievoli il futuro delle società partecipate in un disegno complessivo che coinvolga il Comune le società e la città, evitando ognuno per le proprie responsabilità la caccia alle streghe e la politica degli annunci”.