L’AQUILA – Le “strade groviera”, quelle piene di buche, sono, purtroppo, una costante dell’Aquila.
Qualsiasi strada si percorra è inevitabile trovare delle vere e proprie voragini che, talvolta, assumono i contorni di crateri.
La situazione di degrado del manto stradale aquilano è un problema vivo più che mai da dopo il sisma del 6 aprile 2009 che ha martoriato non solo un’intera città e le anime dei sui cittadini, ma anche le sue strade.
Ad aggravare la situazione ci si mettono i mezzi pesanti, impegnati nella ricostruzione che circolano sulle strade quotidianamente che rovinano il manto stradale in breve tempo.
Una situazione davvero complicata si presenta sul viale della Croce rossa, dove oltre alle buche, si affianca il problema dei marciapiedi “storicamente indecenti” come li definisce l’assessore comunale alle Opere pubbliche Alfredo Moroni.
“Il problema delle strade dissestate e delle buche è un problema concreto, per non parlare dei marciapiedi. Buona parte delle arterie del capoluogo, tra cui il viale della Croce rossa, Collemaggio e Santa Barbara sono state inserite in un progetto di riparazione ex novo – spiega ad AbruzzoWeb Moroni – prima di intervenire bisogna aspettare l’approvazione del bilancio e di conseguenza valutare se sia meglio intervenire con un intervento provvisorio o con uno definitivo”.
Facendo il punto sulla questione del viale della Croce rossa, uno dei più trafficati della città, Moroni accenna a un “progetto articolato triennale che va ancora studiato bene, che prevede la riprogettazione del viale e l’implementazione della carreggiata e un nuovo progetto per la parte pedonale”.
Ampliare la carreggiata di quella tratta sarebbe una proposta molto interessante ma il problema resterebbe l’urbanizzazione circostante.
Un cantiere di soluzioni ancora da approvare e valutare che potrebbe risolvere almeno uno dei tanti problemi dell’Aquila terremotata.
“Bisogna valutare bene e ripeto, si potrà fare solo una volta approvato il bilancio. Ovviamente se si dovesse optare per la soluzione definitiva, bisogna avere presente che sarà un lavoro che impegnerà due, tre anni. A ogni modo è importante che si faccia” conclude l’assessore.



