L’AQUILA – Due avvisi di garanzia al termine dell’inchiesta sulla cosiddetta “stanza degli incubi” dell’ospedale San Salvatore dell’Aquila, un ambiente in cui la squadra Mobile del capoluogo trovò farmaci scaduti e resti umani conservati in modo non appropriato.

Secondo quanto riportato dal quotidiano Il Centro, nel registro degli indagati sono iscritti il primario di Anatomia patologica, Gino Coletti, e il magazziniere capo, Gino Colimberti.

Per entrambi l’accusa è di smaltimento non corretto di rifiuti ospedalieri per 5 mila litri, in particolare la mancata vigilanza sul confezionamento per il medico.

La difesa di entrambi gli indagati ricorda che in epoca post-sisma si è sempre lavorato in situazione d’emergenza e che, comunque, il materiale era ben conservato e confezionato.

Gli avvocati avranno ora 20 giorni di tempo per le loro controdeduzioni prima che la procura chieda il rinvio a giudizio, la proroga delle indagini o l’archiviazione.

Escluso dall’inchiesta al momento sembrerebbe il direttore generale della Asl numero 1 Avezzano-Sulmona-L’Aquila, Giancarlo Silveri, che pure alcune indiscrezioni giornalistiche avevano dato nei mesi scorsi come possibile indagato.

Sulla vicenda il manager si è sempre rammaricato per l’eccessivo clamore sollevato: “Qualcuno vuole screditarci”, ha dichiarato qualche settimana dopo il blitz.

SILVERI: ”NON SI RIPETERA”’

“Se gli organi di controllo fanno il loro mestiere e la gente ha la pazienza di aspettare, le cose verranno acclarate. Se ci saranno responsabilità riconosciute sarà giusto che siano sanzionate”.

Mantiene un atteggiamento garantista il direttore generale della Asl numero 1 Avezzano-Sulmona-L’Aquila, Giancarlo Silveri, alla notizia dei due avvisi di garanzia inviati a un medico e a un tecnico di Anatomia patologica in relazione al caso della “stanza degli incubi” con farmaci scaduti e resti umani scoperta a fine 2011.

“La buona fede del primario e del tecnico le do per scontate – spiega Silveri – vedremo cosa deciderà il giudice. La procura fa il suo mestiere, se ci sono i controlli uno è anche motivato a cercare di fare bene”.

Al manager non va giù che si sia “ricamato” sull’argomento. “Questo episodio è stato coperto troppo di macabro – attacca – io non sapevo bene cosa è successo ma adesso è finito il segreto istruttorio ed è possibile accedere agli atti, cercherò di saperne qualcosa di più e vedere se per quanto di mia competenza c’è da fare qualcosa”.

Tra le indicazioni della difesa, anche lo stato di emergenza in cui versava l’ospedale subito dopo il terremoto del 6 aprile 2009.

“Allora gli spazi erano molto molto precari – ricorda Silveri – adesso stiamo facendo il trasferimento spazi degni di questo nome. Man mano che arrivano gli arredi medici, come cappe aspiranti e altro, cose di questo genere non succederanno più”. (alb.or.)