L’AQUILA – Ancora segnalazioni sulla cronica è mai risolta pericolosità della SS17bis tra le frazioni aquilane di Paganica e Camarda, dove tra l’altro si trovano il santuario della Madonna d’Appari e una falesia molto conosciuta e frequentata anche da bambini e adolescenti.
Ogni giorno, infatti, gli automobilisti ed i motociclisti affrontano curve e rettilinei stretti “a velocità eccessive, senza alcun rispetto dei limiti, in un punto molto frequentato soprattutto nella bella stagione, in cui gli incidenti stradali anche gravi accaduti non hanno insegnato nulla”.
“C’è chi, con l’imbrago in spalla, attraversa la strada per raggiungere la parete, e lo fa sempre con il cuore in gola – lamenta un appassionato di arrampicata -. Qui dobbiamo fare i conti con chi non rallenta nemmeno quando ci vede sul ciglio della strada, che è stretta e fa affrontata con cautela”.
E tra chi lamenta la stessa situazione di sempre, ammette con rammarico di “aver smesso di accompagnare i bambini in bicicletta, perché è diventato troppo rischioso”. Anche chi frequenta il santuario, del resto, conferma la stessa sensazione di insicurezza.
“Ci sono giornate in cui qui si respira un’aria di grande pace. Poi passa una macchina o una moto ad alta velocità e tutto si spezza. Occorre costringere chi transita su questa strada a rispettare i limiti di velocità, altre soluzioni non esistono”.
L’ennesimo allarme su una delle tante strade pericolose del territorio aquilano arriva nei giorni del dolore e della rabbia per le recenti morti di una 55enne di Scoppito (L’Aquila), Lorella Farinosi, e di una 92enne del capoluogo abruzzese, Domenica Ruggeri, causate da terribili incidenti sulla SS17 e su Viale Corrado IV, dopo che lo scorso 25 giugno era deceduta, investita anche lei su Viale Corrado IV, la 76enne Giovanna De Rocco.






