L’AQUILA – Tempi certi per la riapertura dell’impianto sportivo di Santa Barbara, conosciuto come “Verdeaqua”, maggiore attenzione da parte dell’amministrazione comunale e in particolare dell’assessore allo Sport, Alessandro Piccinini, soluzioni immediate per permettere agli atleti di allenarsi senza compromettere l’attività sportiva e maggiori tutele per gli ex lavoratori del complesso, “che da un giorno all’altro hanno trovato i cancelli del complesso chiusi”.

È quanto hanno chiesto a gran voce atleti, genitori, utenti, associazioni sportive e la Cgil,  durante il sit-in che si è svolto oggi pomeriggio davanti al centro sportivo dell’Aquila, chiuso dall’11 ottobre scorso, a seguito dell’incidente con la fuoriuscita di cloro dalla piscina della struttura, che era gestita dalla Verdeaqua Smile.

Una protesta che domani si sposterà davanti la sede comunale di Villa Gioia, in occasione della seduta del Consiglio, come annunciato durante la contestazione.

“Togliere ai nostri figli lo spazio per nuotare è come dire a L’Aquila non puoi più volare!”, una frase, quella stampata sulle maglie dei tanti atleti presenti alla manifestazione, che riassume il clima di delusione all’interno del numeroso gruppo della società 99 Sport, che si allenava a “Verdeaqua” ad oggi conta circa 100 giovani agonisti.

“È una battaglia che parte da lontano e che oggi ci porta a chiedere al Comune dell’Aquila di convocare un tavolo di coordinamento e di programmazione nell’immediato per la riapertura del complesso sportivo”, ha dichiarato ad AbruzzoWeb Francesco Marrelli, segretario provinciale della Cgil. 

“Stiamo parlando di una realtà che dava occupazione a 32 lavoratori, di cui 18 a tempo indeterminato e 14 collaboratori sportivi, e 6 persone diversamente abili, per un totale di 38 dipendenti. È chiaro che riattivare la funzionalità dell’impianto vorrebbe dire dare continuità in termini di occupazione e riconsegnare alla cittadinanza una struttura sportiva frequentata da circa 4 mila utenti, oggi sparsi, loro malgrado, in tutta la provincia”, ha aggiunto.

In tutto questo il ruolo dell’amministrazione comunale è, secondo il segretario, “quello di capire, rispetto alle prescrizioni prodotte dalla Asl, quali sono gli interventi da adottare, poi, lanciare una manifestazione di interesse rispetto all’affidamento anche temporaneo della struttura, in modo da far ripartire le attività e ricollocare i dipendenti che hanno perso il lavoro”.

Davide Ferrauto, vice presidente della 99 Sport ha spiegato che “i nostri ragazzi sono costretti a sacrifici importanti, che li stanno portando a vivere ed allenarsi in un clima di demotivazione totale”.

Per tamponare l’emergenza legata agli spazi per gli allenamenti, “ci stiamo muovendo su altri impianti aquilani, che però sono pieni e spesso non ci consentono di allenarci sia a costi calmierati, sia a orari consoni. Chiediamo una riapertura immediata di questa struttura, ma qualora non fosse possibile chiediamo una sistemazione presso altre strutture idonee rispetto all’attività che portiamo avanti, che è prettamente agonistica”, ha aggiunto.

Presenta alla manifestazione “in doppia veste” anche Dante Cetrioli, ex dipendente “da agosto senza stipendio pur dovendo pagare gli affitti e con una famiglia da mandare avanti” e dal 2005 a capo della scuola sommozzatori Atlantide, “una realtà in crescita, che conta 144 iscritti, conosciuta in tutto il mondo, che porta nella provincia dell’Aquila un turismo nuovo, ancora sottovalutato”, ha dichiarato. 

Il riferimento è ai migliaia di sub che ogni anno arrivano nel territorio aquilano per un’immersione nel lago che si trova nella frazione di Capestrano (L’Aquila) di Capo D’Acqua, per visitare i due mulini sommersi, ma “per continuare a promuovere questo tipo di turismo abbiamo anche bisogno di un vivaio, svolgendo i nuovi corsi, cosa al momento impossibile con l’impianto chiuso, ad oggi siamo totalmente fermi e così l’associazione è destinata a morire”, ha concluso Cetrioli.

Si è unito alla protesta anche Maurizio Ianni, responsabile del settore giovanile del calcio aquilano, alla guida dell’Aquila Soccer School: “Il 2018 verrà ricordato come l’anno nero dello sport cittadino, con i rossoblu costretti a ripartire dalla prima categoria, ma potrebbe essere anche l’anno della ripartenza e del rilancio, si deve ripensare lo sport con una filosofia diversa rispetto al passato. Noi ci stiamo attivando tanto per la costruzione delle nostre strutture e credo che lo sport debba essere fatto oggi con impianti di qualità, perdere questo impianto significa perdere tanto per la città”, ha spiegato ai microfoni di AbruzzoWeb. 

Camilla Capannolo, giovane atleta della 99 sport, ha raccontato i disagi che quotidianamente sono costretti a vivere i ragazzi: “Ogni settimana viaggiamo tra Popoli e Avezzano e solo per tre giorni possiamo allenarci alla piscina comunale, dalle 20,30 alle 22. Una situazione che ci crea diversi disagi: la prestazione delle gare ne risente molti, come me, hanno lezione all’Università il giorno seguente, o comunque vanno a scuola, quindi tornando a casa in tarda serata inizia ad essere difficile riuscire a tenere il ritmo, stiamo facendo moltissimi sacrifici, ce la stiamo mettendo tutta per andare avanti, speriamo in una riapertura”, ha spiegato la ragazza.

Mirco della scuola sommozzatori e allievo dei corsi di nuoto, ha voluto precisare che “stiamo vivendo molte difficoltà, soprattutto legate ai nuovi corsi per i sub, l’attività al momento è ferma e bisogna assolutamente fare qualcosa. Lo sport è importantissimo in questa città e non possiamo permetterci di vederlo sparire in questo modo”.

Presente anche il consigliere comunale dell’Italia dei Valori, Lelio De Santis, che ha dichiarato: “Il problema l’ho seguito dall’inizio e temevo che saremmo arrivati a questo, perché quando si lascia decidere ai tribunali le sorti di queste vicende vuol dire che non si è capito nulla. Questo stop alle attività significa far perdere il lavoro a quasi 40 persone, con conseguenze gravi anche per altrettante famiglie. Sono qui perché come sempre cerco di essere dalla parte della città, una realtà con mille problemi che non si può permettere di aggiungere delle criticità a quelle che già ha, come il problema del lavoro, che deve essere assolutamente prioritario, troppo spesso sottovalutato. Il mio appello alla giunta comunale, e in particolare all’assessore allo sport, è quello di chiamare domani stesso i soggetti interessati e trovare una soluzione in attesa di fare una gara trasparente e corretta. Questa struttura, che è sempre stato un fiore all’occhiello per la città, non può continuare ad essere una cattedrale nel deserto”, ha concluso.