L’AQUILA – Un uomo si autoaccusa di tentata violenza sessuale, poi ritratta, ma il pm, tramite rito immediato, credendo alla sua prima versione, lo manda a giudizio. 

Protagonista dell’insolita vicenda giudiziaria è Alexandru Solomon, un 25enne residente al Progetto Case di Roio Poggio, all’Aquila, che, come racconta Il Centro, era stato arrestato dalla polizia dopo che un’aquilana lo aveva accusato di averla minacciata con un coltello per obbligarla a tenere un rapporto sessuale con un suo amico. 

Un atteggiamento violento che sarebbe comunque rimasto nella sfera del tentativo. L’uomo, in occasione della convalida del fermo di polizia giudiziaria, si era inspiegabilmente incolpato anche di una tentata violenza sessuale ai danni di questa giovane, probabilmente ubriaca. Non riuscendovi l’avrebbe derubata del cellulare e di una cinquantina di euro. 

Finisce in carcere, ma secondo la Cassazione deve essere liberato: non prima, però, che il Riesame, che aveva confermata la custodia cautelare, si adegui alla pronuncia del supremo organo giudicante. 

In relazione alla violenza sessuale, aveva sostenuto che era stata la stessa ragazza a chiedergli di avere un rapporto per cui non ci sarebbe stato reato. Di fronte a un quadro accusatorio insolito, il giudice ha deciso di farlo restare in carcere, in base alla relazione della polizia. 

L’uomo avrebbe usato violenza in una situazione di “minorata difesa”: si sarebbe dovuto astenere dal suo comportamento anche a fronte di una richiesta di sesso, perché la ragazza pareva ubriaca. Ora, sulla scorta della Cassazione, la posizione dell’imputato, difeso dall’avvocato Gianluca Totani, sembra meno compromessa.