L’AQUILA – “Nessuno scaricabarile. Il passaggio delle competenze dall’Ufficio di coordinamento della ricostruzione c’è stato formalmente il 2 agosto ma solo ieri c’è stato l’effettivo subentro del Comune dell’Aquila”.
Risponde così l’assessore comunale all’Assistenza alla popolazione Fabio Pelini agli sfollati che si trovano all’interno della caserma della Guardia di Finanza e che hanno denunciato disagi e una “situazione vergognosa” negli hotel, oltre a un atteggiamento da “scaricabarile” da parte del Comune stesso.
“Il passaggio di consegne è stato uno dei disagi che si è intrecciato con gli altri”, aggiunge.
Tra questi, i guasti ai televisori e alla caldaia, che ha costretto gli sfollati a lavarsi solo con acqua fredda. La causa? Alcuni lavori in corso all’hotel Sassari. “In quest’ultimo, purtroppo – spiega – a differenza degli hotel Pisa e Firenze, non c’è un sistema alternativo di alimentazione. Per questo le tv sono fuori uso. Proprio oggi, comunque, la Manutencoop interverrà ripristinando il segnale”.
Per la caldaia, invece, i tempi per la riattivazione sono un po’ più lunghi. “Il 12 agosto – prosegue – i lavori saranno terminati, quindi già dal 13 tornerà l’acqua calda. Capiamo che il disagio è grande, quindi presso gli altri due hotel verranno messe a disposizione degli sfollati tre camere per gli uomini e tre per le donne, tutte con doccia”.
L’assessore ha ricordato che “entro il 30 agosto tutti gli ospiti dell’hotel Sassari saranno trasferiti negli altri due. Possono quindi iniziare già a trasferirsi, in modo da evitare il disagio relativo alla mancanza di acqua calda dei prossimi giorni”.
Per gli sfollati che si sono lamentati per la mensa, che a loro dire offre cibo “immangiabile”, Pelini si è impegnato a “verificarne la qualità”.
“Le persone – aggiunge – si sono lamentate perché i visitatori devono rispettare degli orari precisi. È una cosa normale, visto che si tratta di una caserma”.
“Voglio precisare – conclude – che negli alberghi sono rimaste solo persone moto anziane che prima erano ospiti nelle residenze sanitarie assistenziali. Nella caserma della Finanza invece ci sono persone senza fissa dimora, o quelli che vivevano in case dell’Ater o che ricadono in aggregati e classificate B e C”.



