L’AQUILA – Ci sono alcune tradizioni più forti del tempo, della crisi e, nell’Aquilano, della disgregazione post-terremoto.
Così capita che la notte prima di un matrimonio, in silenzio, un gruppo di ragazze e ragazzi si ritrovino sotto la finestra della sposa di turno per fare una serenata.
Un’usanza che risale a secoli fa e riportata in auge, musicalmente, da Jovanotti con la sua Serenata Rap, ma ancora molto praticata, soprattutto nei paesi più piccoli.
Venerdì scorso, per esempio, la notte di Villa Sant’Angelo (L’Aquila), è stata allietata da una quarantina di persone accompagnate da due chitarre, un violino e un flauto che hanno intonato canzoni d’amore davanti la casa della sposa di turno: Simona Priore, che il giorno dopo ha detto il fatidico sì al “bomber” Marco Sperandio.
Un repertorio consumato, ma di sicuro successo: da Casa mia dell’Equipe 84 a Per dirti t’amo di Pierangelo Bertoli, passando per i brani più suggestivi dei cantautori italiani, con l’immancabile chiusura affidata a Buonanotte fiorellino di Francesco De Gregori.
Allo sposo il ruolo di arrangiare le prime note e, poi, quello di raggiungere la promessa dolce metà che, nel frattempo, dopo essersi fatta desiderare un po’, si concede agli amici affacciandosi alla finestra della sua camera.
A margine, come da usanza italica, roba da mangiare e da bere, spesso fino a tardi, ma non troppo, che c’è una sposa da conservare fresca per il gran momento… (pi.bi.)





