L’AQUILA – Scattano i sigilli all’agenzia di scommesse dell’Aquila Goldbet, in viale Corrado IV. Il sequestro, eseguito ieri dalla polizia di Stato, è di tipo preventivo: la procura della Repubblica del capoluogo dovrà infatti chiederne la convalida al gip.
Da quanto appreso, il centro di scommesse è stato chiuso perché privo delle necessarie autorizzazioni.
La particolarità è che nelle stesse ore in cui venivano apposti i sigilli, in tribunale è arrivata l’assoluzione per Luca Paiola, gestore di un’altra agenzia “Bet’s & Games” che si trova nel nucleo industriale di Bazzano, sequestrata nel 2012 per gli stessi motivi che hanno portato al blitz di ieri. Lo stesso imprenditore è anche uno dei responsabili di zona di Goldbet.
A renderlo noto ad AbruzzoWeb è Alessandro Piccinini, avvocato difensore di Paiola. “Il giudice Giuseppe Grieco ha ritenuto il mio assistito non colpevole – spiega – perché il fatto non costituisce reato. La sua attività è stata ritenuta compatibile con la normativa europea”, precisa l’avvocato.
In pratica, come riferisce Piccinini, ciò che veniva contestato a Paiola era che avrebbe raccolto scommesse in collaborazione con una società austriaca, la Goldbet Sportwetten Gmbh senza le autorizzazioni ministeriali previste dall’articolo 88 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza.
“La normativa italiana è in netto contrasto con quella europea che disciplina la materia sulle scommesse – spiega ancora Piccinini – Per quest’ultima, si può operare sul territorio comunitario grazie a una licenza rilasciata da una qualsiasi agenzia europea. La legge italiana stabilisce invece che l’attività di raccolta e di gestione delle scommesse avvenga con una concessione previa pubblica gara”.






