L’AQUILA – La segreteria aquilana di Sinistra ecologia e libertà propone di adottare, in sede di concorsi pubblici, dei criteri di trasparenza già sperimentati in altri enti attraverso l’adozione di un criterio di selezione messo a punto da Formez e Università Bocconi.
Sel, in particolare, suggerisce di utilizzare tale sistema già a partire dai concorsi previsti dalla Asl e dal Comune dell’Aquila.
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È in sala, proprio in questi giorni, un film molto apprezzato da critica e pubblico dal titolo “C’è chi dice no” in cui si descrive, senza neanche troppa fantasia, uno spaccato nazionale poco edificante e purtroppo tristemente aderente alla realtà: giovani bravi e preparati che vengono superati, nel raggiungimento dell’agognato posto di lavoro, da diversi “figli di papà” e raccomandati vari.
Un film quindi sull’ipocrisia della parola merito che spesso cela un’ immondizia dei costumi, purtroppo arcinota, che ci indigna e ci fa storcere il naso ed alla quale, poi, di frequente ci pieghiamo assolvendoci con un salomonico “così va il mondo”.
Eppure il mondo potrebbe non andare così, eppure si potrebbe aspirare alla schiena dritta, al merito come criterio di selezione, ad una certa pulizia e correttezza che spesso restano mere parole nei roboanti discorsi sulla cosa pubblica.
Da un anno circa il governo ha lanciato un programma chiamato “Che vinca il migliore” il quale prevede la collaborazione di Formez Italia con l’Università Bocconi per offrire a tutti gli enti pubblici, centrali e periferici, dal piccolo comune al grande, un servizio “chiavi in mano” per la realizzazione di concorsi pubblici.
Certamente questo programma non è la panacea di tutti i mali inerenti le selezioni nella pubblica amministrazione ma già sapere che i vari dirigenti degli enti vengono “sgravati” dal peso delle eventuali e, fuori dall’ipocrisia, frequenti pressioni ogni volta ci sia una procedura concorsuale è interessante nonché auspicabile.
Nella pratica le procedure concorsuali, dalla formazione del bando fino alla proclamazione dei vincitori, potrebbero essere gestite, qualora l’ente decidesse di avvalersene, da un’agenzia terza in cieco.
Da un’analisi dei costi una scelta in tale direzione, oltre a garantire una serietà professionale di selezione sicuramente maggiore rispetto a quella che può essere offerta da un ente locale, i cui dirigenti sono già oberati da mille altre preoccupazioni, potrebbe permettere anche un risparmio di spesa.
Il servizio assicurerebbe inoltre banche dati di quiz sempre aggiornate e automatizzazione nella correzione degli elaborati, così da garantire maggiore oggettività di giudizio, e procedure di svolgimento delle prove tali da limitare (escludere è evidentemente una parola “grossa”) il dubbio di favoritismi e disuguaglianze.
Le prime applicazioni si sono già avute per i concorsi del Comune di Napoli, della Scuola superiore della pubblica amministrazione, per il concorso segretariato giustizia amministrativa e per quello per la presidenza del Consiglio.
Ci chiediamo, visto che a breve sia la Regione Abruzzo (che già fa parte di Formez) che le Asl dovranno procedere ad un elevato numero di assunzioni in vari profili, a tempo determinato ed indeterminato, così come il Comune dell’Aquila dovrà indire concorsi per almeno un posto da dirigente amministrativo contabile e tre posti di istruttore direttivo contabile di categoria D 1, se non sia il caso di suggerire, a chi di competenza, un’attenta valutazione di quanto esposto per le citate ragioni di economicità, di efficacia di imparzialità, di pubblicità e di buon andamento della pubblica amministrazione.






