L’AQUILA – E’ un punto interrogativo il futuro della sede aquilana distaccata della Scuola Nazionale di Cinema del Centro Sperimentale di Cinematografia, ora che le disposizioni della “spending review” hanno raggiunto anche la storica Fondazione e il suo apparato dirigenziale.
La scelta di voler accorpare il glorioso istituto cinematografico al Ministero dei Beni culturali farà certo discutere, ma le ragioni di questo cambio di “regime” sono tutte mirate a razionalizzare le risorse investite nella Scuola.
Non si parla, almeno per il momento, di tagli alle spese, semmai di una vera e propria trasformazione della Fondazione in Istituto centrale del Mibac. Intanto, il satirico online “Dagospia” non usa mezzi termini per definire quella che sarà la fine dell’era Alberoni (ultimo presidente del Centro) e di tutto l’apparato dirigenziale.
Si apre così una nuova fase storica per la Scuola Nazionale di Cinema, ma sul destino della sede aquilana per il momento tutto tace. E’ passato oramai più di un anno dalla prima inaugurazione della Centro nel capoluogo abruzzese e più precisamente il 27 maggio 2011 fu inaugurata dal direttore generale in carica Marcello Foti la nuova struttura, grazie alla stipula di un accordo sottoscritto dalle più alte istituzioni regionali e cittadine. E per il taglio del nastro era presente anche il direttore generale del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Nicola Borrelli, che oggi assume il ruolo di gran timoniere.
Ora si dovranno individuare nuove figure per l’Istituto: un direttore e un comitato di altissimo profilo. La buona notizia è che si cercherà di concentrare tutte le maggiori risorse sulla qualità del servizio didattico offerto.
Sono attualmente 4 le sedi della Scuola nazionale di cinema in tutto il territorio nazionale. E sapere che L’Aquila è una delle sedi privilegiate di questa storica istituzione fa sempre un certo effetto. E sarebbe un vero peccato immagianrla smarrita, magari in un’altra veste (per essere ottimisti).
Ma al momento le rassicurazioni del direttore Borrelli lasciano ben sperare. Ha già informato che il suo nuovo mandato assicurerà continuità all’istituzione. Bisognerà vedere come.






