L’AQUILA – “Dopo una lunga agonia e l’ennesimo centro commerciale, è venuto a mancare oggi il commercio del centro storico. Non fiori ma serrande abbassate”.

Lo striscione, affisso sul cancello della sede municipale di Palazzo Margherita e portato in aula dalle opposizioni, è arrivato al culmine di un duro scontro in sede di Consiglio comunale all’Aquila sul tema, da tempo al centro di roventi polemiche, del commercio in centro storico e sulle varianti urbanistiche che, lamentano dal centrosinistra, sono fatte “su misura dei privati”. Presente in aula anche il sindaco Pierluigi Biondi, di FdI.

Ad innescare una nuova battaglia quello definito un “nuovo scempio urbanistico”, ovvero la delibera, approvata a maggioranza con il voto contrario delle opposizioni, per la realizzazione di un edificio commerciale in zona Via Solaria e SS 80 attraverso una proposta di Progetto Planivolumetrico di Coordinamento per richiedere una rotazione di destinazione urbanistica da Zona per attrezzature direzionali (uffici) a Zona per attrezzature commerciali.

Uno scontro che ha spinto i capigruppo di maggioranza a convocare per domani, giovedì 12 febbraio, alle ore 10.15, presso la sala conferenze di Palazzo Margherita, una conferenza stampa per illustrarei i dati relativi al centro storico.

Se da un lato il centrosinistra parla di una città piegata alle volontà di imprenditori e privati che investono in centri commerciali contribuendo alla “morte” del commercio di un centro storico “sempre più vuoto”, con attività che chiudono e residenti che diminuiscono, dove non esiste più la quotidianità ma solo eventi che richiamano visitatori per qualche fine settimana, dall’altro, l’Amministrazione comunale, con in testa l’assessore all’Urbanistica Francesco De Santis, della Lega, sostiene di continuare a difendere gli interessi pubblici, indicando ai privati un progetto che comprenda “la realizzazione di una forestazione urbana, di 100 posti auto pubblici nel quartiere, di una rotatoria per consentire l’ingresso alla zona di Pettino ‘Solaria’ e della realizzazione di un chilometro di viabilità pubblica asfaltata su Via Capitignano, dove oggi c’è solo una strada sterrata”.

In particolare, ha spiegato l’assessore De Santis: “Nella fase di istruttoria ho chiesto ai proponenti di realizzare, oltre a 4.686 mq di verde pubblico (alberi autoctoni) per il quartiere e 2.760 mq di parcheggi pubblici (circa 100 posti auto), anche la realizzazione di una rotatoria sulla SS80 per permettere finalmente l’ingresso e l’uscita su Via Solaria da entrambi i sensi di marcia, per un totale di 121.865 euro di spesa a carico della società proponente, e la realizzazione della strada presente all’interno di Lenze di Coppito, Via Capitignano, per un totale di 298.134 euro di spesa a carico, sempre, della società proponente. Due interventi che ritengo di estremo interesse pubblico e che verranno realizzati a costo zero per il Comune dell’Aquila”.

Contrarie le opposizioni, con il consigliere comunale Lorenzo Rotellini, capogruppo di Avs, che ha subito attaccato: “L’operazione che sta portando avanti il sindaco è quella di uccidere il commercio in centro storico, cosa diremo ai piccoli imprenditori, che risolveremo i problemi della città con nuovi centri commerciali? La quotidianità non esiste più, il centro è ormai solo un luogo per fare eventi, da dove i residenti scappano”.

“Nelle ultime settimane quattro attività hanno programmato la chiusura lungo il corso principale, a cui si aggiungono altre due chiusure all’interno del centro storico. E, mentre il commercio cittadino muore, la maggioranza di centrodestra continua a investire su nuovi centri commerciali nelle periferie”.

Ma, nel merito, ha chiarito di nuovo De Santis: “Non si tratta di un nuovo centro commerciale, ma negozio di media vendita, una struttura commerciale di dimensioni ridotte”.

Netto il commento del capogruppo di FdI Leonardo Scimia che rivolto ai consiglieri di opposizione ha detto: “Fate del male alla città con questa narrazione. Fa sorridere il modo semplicistico con cui si parla del centro storico e viene da sorridere anche quando non avendo dati a supporto delle proprie ricostruzioni infondate addirittura si inventano. Non è vero che dimiusicono attività e residenti. È evidente che ci sono difficoltà legate a un processo di ricostruzione che, fortunatamente, va avanti”.

E, a tal proposito, nel corso la conferenza stampa convocata per domani, fanno sapere i capigruppo di centrodestra, “sarà l’occasione per presentare numeri ufficiali, al fine di rappresentare in maniera oggettiva lo stato reale dei fatti e smentire le falsità diffuse nei giorni scorsi in merito a presunti dati demografici negativi o a politiche dell’amministrazione che starebbero ‘ammazzando’ il centro storico, dai commercianti ai residenti”.

Per il consigliere del gruppo misto Alessandro Tomassoni: “Sentire oggi in aula, da parte di un esponente della maggioranza, che ‘in centro storico va tutto bene’, che ‘i negozi non chiudono ma aumentano’, che i problemi non esistono e che la popolazione cresce, francamente lascia sconcertati. Non è solo una diversa lettura politica della realtà, è una narrazione che rischia di diventare offensiva verso chi ogni mattina alza la serranda tra mille difficoltà, e ancor più nei confronti chi quella serranda è stato costretto ad abbassarla, perché non ce l’ha fatta. Mi chiedo, sinceramente: chi fa queste affermazioni la città la vive davvero? La attraversa? Parla con i commercianti? Perché vivere la città e raccontarla sono due cose molto diverse”.

Nei giorni scorsi, tra i dati forniti in una nota dalla maggioranza: “La popolazione residente nel Comune dell’Aquila è cresciuta, passando dai 70.088 abitanti del 2017 ai 71.529 del 2025, con un incremento del 2,06%, in un periodo in cui la popolazione italiana è diminuita del 2,6%. Ancora più significativo è il dato relativo al centro storico, dove i residenti sono aumentati del 15%, passando da 5.903 a 6.784 unità”.

Secondo la maggioranza, inoltre, anche il quadro economico è stato volutamente travisato: “Le utenze TARI nel centro storico sono aumentate dell’11,5% nel solo ultimo anno: un dato che fotografa una crescita reale delle presenze e delle attività. Nel periodo 2022–2025, le attività economiche aperte superano nettamente quelle cessate. Le chiusure citate dall’opposizione rientrano, purtroppo, in una fisiologica dinamica urbana e non giustificano alcun allarmismo”.