L’AQUILA – Il “caso Di Gregorio” finisce sul tavolo della Commissione Garanzia e Controllo, presieduta da Elisabetta Vicini, che per il 4 luglio prossimo ha convocato Fabio Frullo, segretario generale della Confsal (Confederazione generale sindacati autonomi lavoratori), che sarà ascoltato sulla base del verbale consegnato dalle Rappresentanze sindacali unitarie nei giorni scorsi.
La seduta è stata convocata in un clima di agitazione e nervosismo che si respira all’interno del Comune dell’Aquila, dopo l’incontro di martedì scorso tra il sindaco, Pierluigi Biondi, l’assessore comunale Carla Mannetti, il dirigente Paola Giuliani e le Rsu, “ree” secondo il primo cittadino di aver “scavalcato” il tavolo delle relazioni sindacali, coinvolgendo direttamente la quinta Commissione.
Le Rsu avevano manifestato la loro solidarietà al funzionario Mario Di Gregorio, che nei giorni scorsi aveva denunciato un comportamento “persecutorio” adottato da amministratori e dirigenti nei suoi confronti.
E proprio il verbale, stilato in un incontro del 24 giugno scorso, avrebbe fatto infuriare Biondi, tanto che nella riunione di martedì scorso, dopo aver chiesto a tutti i presenti, circa 20 persone, di lasciare i cellulari sul tavolo, avrebbe iniziato addirittura a minacciare le Rsu.
Una vicenda che ha già le sfumature di un vero e proprio “caso politico”.
Sull’accaduto è intervenuta anche la Lega del capoluogo abruzzese, partito con un peso rilevante all’interno del Consiglio e della Giunta comunale, che per voce del capogruppo Francesco De Santis, ha invitato tutti a distendere i toni, compreso il sindaco: “Auspichiamo che i rapporti tra sindacati e amministrazione tornino ad essere di confronto propositivo e condivisione. La Lega, che in ogni circostanza ha dimostrato essere forza di governo e di responsabilità, è da sempre a disposizione dei lavoratori per dialogare e confrontarsi. In ballo ci sono numerosi temi sul personale, dai precari che confidano nel buon governo e nel lavoro di questa amministrazione di centrodestra per la tutela del proprio futuro, ai vincitori del concorso Ripam ed ai dipendenti storici che soffrono problemi di carenza di organico, e tutti attendono delle soluzioni”, si legge nella nota.
Anche le opposizioni hanno “stigmatizzato” l’atteggiamento del primo cittadino.
Il capogruppo di Articolo Uno, Giustino Masciocco, ha sottolineato che “i rapporti tra sindacati e amministrazione pubblica riguardano interessi contrapposti per natura, voglio ricordare al sindaco che la minaccia non paga mai, uno scontro senza un confronto a cosa può servire? Perché Biondi ha avuto una reazione tanto dura? Forse per una lesa maestà?”, ha chiesto ironico.
“I lavoratori non sono di destra o di sinistra, non si può pensare di trattarli in modo irrispettoso. Poi credo che minacciare un dipendente sia davvero una cosa di livello basso, un sindaco non può permettersi di scendere così in basso – ha rimarcato ad AbruzzoWeb Masciocco – Se non hai il fisico per fare il sindaco – ha dichiarato, rivolgendosi a Biondi – lascia perdere”.
Il capogruppo di Articolo Uno ha concluso dicendo che: “Siamo di fronte al carattere di una persona che evidentemente non riesce a reggere il ruolo che i cittadini aquilani lo hanno chiamato a svolgere”. (a.c.p.)




