L’AQUILA – Sulla questione della riorganizzazione delle caserme Rossi e Pasquali-Campomizzi è intervenuta l’Unione degli universitari 8Udu) dell’Aquila.
“Nella giornata di ieri – si legge in una nota – si è riunita la Commissione Consiliare Ambiente e Territorio per discutere come primo punto all’ordine del giorno la riorganizzazione delle caserme Rossi e Pasquali-Campomizzi alla luce della Carta d’intenti per L’Aquila firmata il 18 Aprile 2013. Nella Carta d’intenti si prevede la realizzazione di un nuovo polo scolastico, culturale e sportivo. Il tutto però a discapito della Residenza Campomizi, attualmente gestita dall’Azienda per il diritto agli studi universitari (Adsu) dell’Aquila, che secondo le ultime prese di posizione del Sindaco Cialente tornerebbe all’esercito”.
“L’Udu – continua il comunicato – ha ritenuto assolutamente necessario intervenire nella discussione per difendere ancora una volta la residenza pubblica attraverso una delegazione composta da Andrea Fiorini, coordinatore dell’Udu L’Aquila, Marco Taraborrelli, rappresentante in CdA dell’ADSU, e Lorenzo Pavoni, studente residente in Campomizzi e VicePresidente del Consiglio Studentesco. Alla fine degli interventi dei consiglieri è stata data la parola ad Andrea Fiorini che ha sottolineato come non si possa pensare ad una chiusura del campus se non dopo aver già attrezzata e pronta una nuova area in una posizione funzionale per gli studenti. Non si può rischiare di chiudere il Campus in attesa di decennali lavori di edificazione”.
Inoltre “l’Udu ha ricordato a tutta la commissione come in diversi casi si sia discusso dell’Aquila come città universitaria e residenziale, ma mai è stato dato seguito agli impegni presi. Nel documento Ocse a cui tutti spesso si richiamano, si fa esplicito riferimento alla necessità di una università residenziale con 20.000 studenti residenti. Per arrivare a questo obiettivo serviranno almeno ulteriori 1500 posti letto pubblici da realizzare in 3 anni. Restituire la Campomizzi, con i suoi 440 posti letto circa (gli unici attualmente a gestione diretta dell’Adsu), all’esercito sarebbe l’ennesima presa in giro”.
“Peraltro è bene sottolineare che la Caserma Pasquali – si legge – è enorme e la stragrande parte della stessa è abbandonata e da ristrutturare. Se si vuole ‘sfrattare gli studenti’, pur avendo una porzione di caserma ristrutturata che a breve sarà completamente libera per la chiusura del 33esimo reggimento (scelta dello Stato, che nulla ha a che vedere con gli studenti) e un immenso patrimonio militare da ristrutturare nella stessa Pasquali, allora lo Stato e il Comune dell’Aquila dovrebbero chiarire quale sarà il destino dell’intera area Pasquali-Campomizzi. In quell’area c’è posto per tutte le esigenze militari dello Stato e per le esigenze di residenzialità pubbliche degli universitari. A prescindere dal futuro dell’area della Rossi”.
Dopo gli interventi è stato lo stesso assessore comunale alla Ricostruzione Pietro Di Stefano a dichiarare di fronte la commissione che se non ci dovesse essere la possibilità di dare un posto fisico agli studenti nell’immediato non ci sarà nessuno spostamento dalla residenza. L’Udu L’Aquila non può che accogliere con soddisfazione queste parole alla luce delle molte battaglie portate per la nascita e a difesa del Campus Campomizzi”.
“Tuttavia alle parole dovranno seguire i fatti, di conseguenza l’Udu non abbasserà di certo la guardia sulla questione – conclude la nota – e tornerà a difendere la Campomizzi come Campus all’interno della città ritenendolo un luogo fondamentale per la vita sociale, economica e universitaria della città tutta”.



