L’AQUILA – La splendida pietra bianca e i decori dorati illuminano i cuori e l’atmosfera dell’interno della Basilica di San Bernardino, ieri aperta per un incontro con la stampa per presentare la maglia celebrativa dell’Aquila Rugby, in attesa della riapertura al pubblico prevista per il prossimo 2 maggio.

Ad aprire i battenti dell’edificio sacro ricostruito con 25 milioni di euro l’assessore comunale allo Sport Emanuela Iorio, che ha sostituito il sindaco, Massimo Cialente, e il responsabile della ditta Donati Spa che ha eseguito i lavori, Angelo Donati.

Quest’ultimo ha illustrato, oltre al lavori di restauro della chiesa, anche l’intervento tecnico che è stato fatto sull’impianto luci, sia esterno che interno, ad opera della famiglia Storaro: in particolare è stata la figlia del premio Oscar Vittorio, Francesca, a seguire tutto il progetto che esalta la bellezza della Basilica.

“Abbiamo restaurato la chiesa nei tempi previsti, un lavoro fatto con passione segno che L’Aquila ce la farà – ha detto Donati – Quanto alla maglia evento, gli atleti della palla ovale potranno andare in giro per l’Italia a mostrare che la città dell’Aquila rinasce”.

Per la Iorio “rientrare qui dentro è una grande emozione. La stessa che proveranno tutti gli aquilani il 2 maggio, rientrando qui. L’Aquila Rugby e lo sport tutto si confermano come fulcro della rinascita della città e in particolare per i giovani”.

Il presidente dell’Aquila Rugby Club Mauro Zaffiri ha ringraziato Donati “per aver sostenuto il nostro progetto sulle maglie evento – ha sottolineato – cerchiamo nel nostro piccolo di contribuire alla rinascita della nostra comunità”.

IL RESTAURO

L’intervento è condotto dal Provveditorato Interregionale alle Opere Pubbliche per Lazio Abruzzo e Sardegna, guidato dall’ingegner Roberto Linetti, ed è stato finanziato per 25 milioni di euro.

Le fasi di intervento sono state tre, come spiega il direttore dei lavori Maurizio D’Antonio: “Con la prima, nell’immediatezza del sisma si è provveduto alla riparazione e al consolidamento della cupola che aveva avuto danni molto gravi e presentava seri problemi di stabilità”.

Con il secondo intervento, eseguito dall’associazione di imprese Donati Spa ed Eme restauri di Roma, si è proceduto alla riparazione e consolidamento dell’intero edificio della chiesa “nella sua articolazione in tre navate con cappelle laterali, spazio cupolato e grande abside, e con la ricostruzione del campanile parzialmente crollato sul convento e sulla chiesa”.

Questi lavori sono in via di conclusione e, non appena terminati, si riaprirà al culto. Da pochissimo è terminato il restauro del controsoffitto ligneo dorato della navata centrale, realizzato grazie al finanziamento di 300 mila euro della Fondazione Carispaq.

“L’aspetto estetico che la chiesa all’interno viene ad assumere – spiega ancora l’architetto  – la rende molto simile alla configurazione artistica settecentesca con un assetto cromatico molto vicino a quello dell’epoca. Sono stati rinvenuti e valorizzati anche elementi architettonici dell’assetto originario quattrocentesco che in gran parte si conserva sotto l’apparato decorativo barocco”.

Infatti, a seguito al terremoto del 1703 l’interno venne completamente ricostruito in stile secentesco ad opera di te celebri architetti dell’epoca: Cipriani, Contini e Biarigioni.

La terza fase di restauro sarà presto avviata e prevede il restauro degli apparati decorativi delle cappelle e del corredo artistico che è stato danneggiato dal sisma: “Si prevede che questi lavori non interferiscano sostanzialmente con la fruibilità della chiesa e l’uso liturgico”, specifica D’Antonio.