L’AQUILA – Dopo anni di vicinanza e collaborazione con la società dell’Aquila Rugby, la Bper (ex Carispaq), rompe l’idillio con i neroverdi e ottiene dal Tribunale di Modena un decreto ingiuntivo per il recupero di crediti del valore di 600 mila euro, accumulati dal 2011 a oggi.

La tegola arriverà a giorni sulla società neroverde che non ha ancora ricevuto la notifica dell’atto, come spiega ad AbruzzoWeb il direttore generale, Luigi Fabiani: “Siamo a conoscenza della cosa anche se non è ancora arrivato nulla. Decideremo se opporci nel merito”.

“Questa banca, che ha tutto il diritto di fare un decreto ingiuntivo non sembra più molto vicina al territorio come lo era prima, e non sembra molto interessata a seguire le sorti della città, se non per quanto concerne i soldi della ricostruzione – specifica il dg neroverde – Una presa di posizione dura che avrebbe anche potuto trovare una mediazione con una rateizzazione, per esempio”.

Una doccia fredda per L’Aquila Rugby, neopromossa nel campionato di Eccellenza, dopo anni e anni di vicinanza della Carispaq ai colori neroverdi che hanno avuto anche il logo sulla maglietta, e una presa di posizione netta dell’istituto di credito emiliano che ha assorbito quello storico cittadino e che ora non sembra più disposto a temporeggiare sul recupero dei crediti.

Come già visto anche per la Perdonanza: la vecchia Carispaq avanzava mezzo milione di euro dalle varie gestioni precedenti, a pagare sarà l’edizione 2014 con il contributo di circa 80 mila euro defalcato e la conseguente necessità di tirare la cinghia.

Le somme che la Bper deve avere dall’Aquila Rugby sono ripartite tra un leasing di 200 mila euro sul brand, altri 200 mila euro a copertura di un finanziamento richiesto dalla società e ulteriori 200 mila euro di scoperto sul conto.

“Sul leasing che dovremmo finire di pagare nel 2015 siamo in ritardo di 8 rate – commenta Fabiani – il finanziamento, invece, è garantito da 4 soci”.

Per quanto riguarda lo scoperto sul conto, Fabiani accusa senza mezzi termini la precedente gestione.

“I 200 mila di scoperto sono stati accumulati dal 2011 a oggi grazie alla gestione allegra della società precedente del presidente Romano Marinelli e dell’ex direttore generale Massimiliano Placidi“.

Una boccata di ossigeno per la società neroverde potrebbe arrivare dai crediti vantati sui numerosi sponsor e soci che non hanno ancora onorato i pagamenti delle scorse stagioni.

“La società neroverde vanta ancora 480 mila euro di crediti – conclude Fabiani – Con quelli si potrebbe pagare parte della somma se si decidesse di non fare ricorso”.