L’AQUILA – ”Non rispondo”. Così ribatte Carlo Navarra, che con il padre Walter è intenzionato a rilevare L’Aquila Rugby, all’ultimatum ricevuto dal presidente neroverde Romando Marinelli.

Il giovane Navarra ricorda che ”io e mio padre avevamo avvisato che avremmo atteso l’accettazione della nostra offerta fino al 13 giugno. Ora noi non siamo più vincolati ad acquistare nulla, come loro non hanno più obblighi di venderci la società”.

Da quanto si apprende, la trattativa sarebbe arenata sul fatto che i Navarra vorrebbero pagare, fino al massimo di un milione di euro, direttamente i creditori del club, mentre lo staff dirigenziale neroverde ha intenzione di chiedere la cosidetta “valigetta” piena di soldi ai due imprenditori e provvedere a saldare i debiti prima di passare la mano.

Ipotesi che non entusiasma certo i Navarra che, a questo punto, potrebbero pure chiuderla qui.

Chissà che non torni allora alla carica la cordata degli ‘aquilani’, composta dagli imprenditori edili Gianni Frattale, Luigi Palmerini, Danilo Taddei ed Eliseo Iannini, visto che la loro proposta scadeva il prossimo 30 giugno.

Quest’ultima cordata sarà pronta a consegnare la valigetta con i soldi alla società neroverde? (s.cas.)

L’ULTIMATUM DI MARINELLI

Si infuoca il clima per il cambio di padrone dell’Aquila Rugby.

Dopo l’ultimatum di Carlo Navarra, interessato a rilevare le quote con il padre Walter, arriva quello del presidente neroverde, Romano Marinelli: due giorni per sottoscrivere il preliminare di vendita o, questa volta, a tirarsi indietro sarà il venditore.

“Nei giorni scorsi – scrive Marinelli – abbiamo consegnato tutta la documentazione richiesta e ritenuta necessaria dai consulenti incaricati dal gruppo Navarra”.

Secondo il presidente, “il passo successivo, come anticipato anche la scorsa settimana, doveva essere quello di sottoscrivere il contratto preliminare di compravendita delle quote sociali con il contestuale deposito della somma offerta per l’acquisto presso il notaio scelto di comune accordo, a garanzia del buon esito dell’operazione”.

“Tutto ciò, a oggi – tuona Marinelli – non è ancora avvenuto. Attendiamo quindi che la famiglia Navarra ci comunichi la sua disponibilità all’evasione di tale imprescindibile incombente entro i prossimi due giorni”.

“Se ciò non dovesse verificarsi – conclude – non porteremo ulteriormente avanti la trattativa in corso”.

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