L’AQUILA – Il sindaco Massimo Cialente chiede aiuto agli imprenditori dell’Ance per cercare di salvare L’Aquila Rugby 1936 dal fallimento.
In una lettera il primo cittadino chiede al presidente provinciale dell’Ance Gianni Frattale un incontro affinchè ”l’associazione dei costruttori ’adotti’ L’Aquila Rugby 1936″.
La società si è iscritta al prossimo campionato di Eccellenza, ex Super 10, ma non ci sono fondi per proseguire nell’avventura agonistica. Va ricordato che all’atto dell’iscrizione alla Federugby, il presidente Romano Marinelli ha presentato una fideiiussione per coprire tutti i debiti verso i tesserati e quelli che hanno fatto le valigie (tra questi Peppe Cerqua e Marco Rosa). (s.cas.)
LA LETTERA
Gentilissimo Presidente,
con la presente sono a chiederLe, come Sindaco dell’Aquila, un incontro con la Sua associazione per affrontare la problematica della squadra dell’Aquila Rugby.
Intono ai colori nero verde, come tutti gli aquilani, ho assistito a un succedersi di altalenanti notizie e, ahimé, anche qualche polemica. La squadra dell’Aquila Rugby, insieme con pochi altri, è uno dei simboli intorno ai quali la nostra comunità si riconosce. Questo ruolo di vero e proprio tessuto connettivo per tutte le aquilane e tutti gli aquilani, ha mille testimonianze negli ultimi decenni. Io nel cuore ne ho una in particolare: la partita di andata per i play off allo stadio di Roseto degli Abruzzi subito dopo il sisma, quando gli aquilani, dispersi nelle tendopoli e nei centri di tutto l’Abruzzo e di tutta Italia, si ritrovarono commossi attorno a quei colori come concittadini legati da un unico, drammatico detsino.
Ritengo che tutti noi, a cominciare da me, dobbiamo compiere qualsiasi sforzo per dare una prospettiva alla squadra.
Dico questo senza nulla togliere a quanto altri imprenditori e altri generosi stanno facendo per gli altri sport e per le altre squadre cittadine.
Oggi, tuttavia, all’indomani del terremoto, l’Aquila Rugby è un simbolo della città.
I costruttori aquilani, della provincia dell’Aquila, abruzzesi e italiani, hanno puntellato la città, salvando dai crolli gli edifici compromessi, hanno costruito la città temporanea, hanno pressoché completato, insieme con il Comune dell’Aquila, la cosiddetta ricostruzione leggera.
Ci apprestiamo tutti ad avviare la ricostruzione pesante.
Ricostruire le case, i monumenti e le chiese è importante e decisivo.
Noi sappiamo però che è ancora più importante dare vita a queste case attraverso il lavoro, soprattutto per i giovani e, nello stesso tempo, conservando e ricostruendo la nostra identità che passa per quelli che sono i nostri simboli.
Come dicevo, per l’appunto, L’Aquila Rugby è uno di questi.
Chiedo pertanto questo incontro nel quale vorrei permettermi di chiedere a Voi imprenditori, con la stessa premura, la stessa ansia e la stessa fiducia con la quale, quotidianamente, vi chiedo di ricostruire in fretta la città, di “adottare” L’Aquila Rugby, e, con essa, tutto ciò che rappresenta per la nostra Città e per i nostri giovani.
L’Aquila, 12 Luglio 2011






