L’AQUILA – L’allenatore degli avanti esonerato in tribuna a vedere la partita al “Fattori” dei “suoi” ex ragazzi, il coach con la confermata fiducia della società a casa “ingiustificato”.

È la domenica kafkiana dell’Aquila Rugby, reduce dal pesante successo nel match salvezza con Rugby Reggio, valido per la dodicesima giornata del massimo campionato d’Eccellenza.

L’unico raggio di sole in una settimana da archiviare è il sorriso del neo direttore tecnico Umberto Lorenzetti, nominato dalla società nella tarda serata di giovedì dopo un vertice societario, assieme ai quattro punti conquistati.

Un ruolo forse troppo ingombrante quello di Lorenzetti che, come recita il comunicato ufficiale diramato nella tarda mattinata di venerdì, “va ad affiancare il coach Massimo Di Marco”, probabilmente insoddisfatto delle decisioni societarie tanto da disertare il team run prima e la partita ufficiale poi.

Una decisione, quella del club neroverde, parsa per la verità incoerente e un po’ bizzarra, ma c’è anche chi, vedi il coach Massimo Alfonsetti, rimosso dal proprio ruolo, l’ha presa sportivamente.

Dopo il silenzio adottato nell’immediatezza dell’esonero Alfonsetti rompe gli indugi e ad AbruzzoWeb dice la propria “placcato” nell’intervallo di L’Aquila-Reggio. “Probabilmente – esordisce – non me lo aspettavo, o meglio queste cose posso anche accadere. Posso dire che non mi è piaciuta la gestione ‘calciofila’ della vicenda, almeno riguardo la comunicazione della decisione”.
 

Con la solita pacatezza che lo contraddistingue, tenendo per mano suo figlio che sfoggia un significativo ovale, Alfonsetti parla del collega Di Marco, da giorni irreperibile. “Siamo in contatto – dice – anche lui è deluso perché è stata intrapresa una scelta strana. Sicuramente l’intenzione di entrambi era quella di far passare questa partita e per poi parlare”.

Numerose le attestazioni di affetto che Alfonsetti ha ricevuto da tifosi e addetti ai lavori, affiancate al vero spirito del rugby che ha dimostrato applaudendo fragorosamente i propri ragazzi in occasioni delle due mete.

Con i classici occhialini verdi ha seguito il match con sportività da vendere, ricevendo prima di fine gara un abbraccio significativo dal team manager, Pino Alleva, partito a salutarlo direttamente dalla panchina.

Restano gli interrogativi su Di Marco, sicuramente solidale con il collega Alfonsetti, che, stando alle parole di ieri espresse dal direttore generale, Massimiliano Placidi, “se non comunicherà qualcosa, la società prenderà nei suoi confronti delle decisioni”.

Intanto, mentre la squadra tira un po’ il fiato, gli allenamenti riprenderanno domani, si pensa all’allenatore degli avanti da ingaggiare.

Difficile trovare nel capoluogo d’Abruzzo un successore di Alfonsetti che alla specifica domanda “torneresti?” con tono fermo risponde “no”.

Come dichiarato dallo stesso Lorenzetti “getteremo l’amo per pescare fuori città”.

Si spera al più presto, perché il campionato incombe e la lotta alla salvezza si fa sempre più dura.