L’AQUILA – È stato archiviato uno dei filoni dell’inchiesta avviata dalla magistratura aquilana relativo alla ‘lievitazione’ dei costi dell’appalto dei lavori di ristrutturazione della Questura, che dai 3 inizialmente stimati schizzarono a 15 milioni.
Un’inchiesta che vede imputati e rischiano il processo Giuliano Genitti, responsabile del procedimento, Lorenzo De Feo, direttore dei lavori, l’ex provveditore Giovanni Guglielmi e Carlo Clementi, rappresentante dell’amministrazione, per conto della quale ha sottoscritto il contratto con la ditta.
Gli investigatori della Guardia di Finanza, però, contestarono anche l’operato del comitato tecnico amministrativo, organismo consultivo fornito da tecnici ed esperti, deputato a fornire pareri comunque non vincolanti, i cui componenti erano sospettati di abuso d’ufficio, così come gli altri imputati.
Sono state archiviate, invece, le posizioni di Giancarlo Santariga, già dirigente del provveditorato interregionale alle Opere pubbliche Lazio, Abruzzo e Sardegna, e del sottosegretario Franco Braga.
Scagionate anche gli altri componenti del Comitato, Maria Lucia Conti, Massimo Lombardi, Roberto Tartaro, Eugenio Cimino, Sabino Di Bartolomeo, Roberto Linetti, Fabio Riva, Raffaele Lemme, Marco Stigliano Messuti, Luca Maggi, Roberto Gurlo.
Come riportato dal quotidiano Il Centro i componenti del Cta non avrebbero potuto avere infulenza nel percorso amministrativo che ha portato alla formazione dell’appalto, nè è configurabile l’ipotesi di reato di abuso d’ufficio in quanto nessuno dei citati ha avuto un vantaggio patrimoniale in virtù delle loro decisioni.
Per questo il Sostituto procuratore Stefano Gallo ha chiesto e ottenuto l’archiviazione dell’indagine, disposta dal Gip Giuseppe Romano Gargarella.





