L’AQUILA – Nel 2003 è stato restaurato e sottoposto a lavori di risanamento conservativo. Ciononostante, la furia del terremoto del 6 aprile 2009 non gli ha lasciato scampo, danneggiandolo gravemente.
Palazzo Centi, splendido palazzo signorile nel cuore del centro storico aquilano, fino a quel giorno ha ospitato la presidenza della Regione Abruzzo e altri uffici.
Il sisma ha fatto danni per 9,4 milioni, come risulta dal progetto preliminare redatto dal provveditorato interregionale alle Opere pubbliche di Abruzzo, Lazio e Sardegna. Ma a quasi 5 anni dal sisma, i lavori per riportare all’antico splendore il palazzo ancora non sono iniziati.
Il ritardo è dovuto a un lento passaggio di consegne tra il provveditorato e la Regione: a quest’ultima è passata la competenza di attuazione dei programmi di ricostruzione degli edifici regionali con la cessazione dello stato di emergenza, il 31 agosto 2012.
Tutto il carteggio sul progetto è però arrivato alla direzione Risorse umane e strumentali, politiche culturali, servizio gestione patrimonio immobiliare solo il 17 luglio di quest’anno, come riferisce a questo giornale l’ingegner Antonio Macera, dirigente del servizio.
“A oggi è in corso la fase di revisione e validazione del progetto definitivo – spiega – Ultimata questa fase, e soltanto dopo il trasferimento materiale dei fondi alla Regione Abruzzo, sarà possibile indire una gara di appalto di rilevanza comunitaria”.
Si tratta di un palazzo di grande valenza non solo per la città, ma anche per la rappresentanza regionale. “Speriamo possa tornare in funzione il prima possibile – dice l’assessore regionale Federica Carpineta, che ha la delega al Patrimonio immobiliare – è importante che la presidenza torni nel centro storico. Purtroppo su tutti gli aspetti legati alla ricostruzione non possiamo influire molto”.
Ingegner Macera, quanti danni palazzo Centi ha riportato nel sisma del 2009?
Attraverso numerosi sopralluoghi effettuati è stato possibile riscontrare un quadro fessurativo che si accresce sensibilmente lungo l’altezza dell’edificio, dal piano terra alla cosiddetta Castellina (la parte più alta, ndr). Le lesioni, da distacco e da taglio, interessano maggiormente le volte, le piattabande, l’attacco tra gli orizzontamenti e le pareti, i maschi murari, specialmente nella Castellina, dove sono presenti gravi lesioni passanti in tutte le pareti. Gli altri danni riguardano lo spanciamento e il ribaltamento di diverse pareti, lo sfondamento del tetto per la ricaduta di alcuni comignoli, crolli parziali di volte, intonaci e stucchi.
Quanti sono i fondi disponibili per l’intervento di riparazione?
Complessivamente ammontano a 13 milioni per far fronte, oltre che la realizzazione dei lavori, alle spese generali: Iva, imprevisti eccetera.
Che tipo di intervento verrà effettuato sul palazzo?
Verranno curati gli aspetti architettonico, strutturale e impiantistico. In particolare, il progetto architettonico prevede il ripristino e il completamento delle opere edili di finitura e di restauro conseguenti sia all’evento sismico sia agli interventi impiantistici e di consolidamento. Il progetto strutturale, invece, ha come obiettivi la riparazione dei danni e il miglioramento sismico. In particolare si prevedono interventi in fondazione e opere su volte, solai, murature e coperture. Per quanto riguarda l’aspetto impiantistico, infine, il progetto prevede la realizzazione di un nuovo impianto di riscaldamento/raffrescamento con la possibilità di pannelli radianti a pavimento, di un impianto idrico-sanitario, di un impianto illuminotecnico, di rete e antincendio.
Quali uffici torneranno nella sede?
La destinazione prevista è quella di sede di rappresentanza del presidente della Regione Abruzzo.



