L’AQUILA – Due ricariche telefoniche del valore complessivo di 500 euro fatte al figlio con i soldi trasferiti dal conto corrente intestato dell’Atam (Associazione teatrale Aquilana e Molisana) che lui presiede.
Questa l’accusa mossa nei confronti dell’assessore comunale alle Attività produttive Marco Fanfani, che è stato intercettato dagli agenti della sezione criminalità organizzata (Sco) della questura dell’Aquila durante una telefonata con un impiegato della Carispaq in cui chiedeva il trasferimento di denaro dal conto dell’Atam alla carta prepagata del cellulare del figlio. In due occasioni, nel luglio 2009 e settembre 2010, l’assessore avrebbe chiesto di eseguire queste transazioni per un ammontare complessivo di 500 euro.
La telefonata in questione è entrata a far parte di uno stralcio di attività di indagine terminata da poco e conclusa con l’incriminazione per Fanfani per truffa ai danni dello Stato.
Agli atti di indagine è stata anche allegata la distinta del passaggio di denaro con la causale. Il caso verrà discusso il 22 novembre, quando Fanfani dovrà comparire davanti al Gup del Tribunale dell’Aquila che dovrà decidere se rinviarlo o meno a giudizio.






