L’AQUILA – Ci vogliono 495 stecche, un totale di 2 quintali di peso, 50 chili di nocciole, 50 di miele e 50 di cacao, per fare il megatorrone di 99 metri realizzato dai Fratelli Nurzia, in esposizione oggi pomeriggio a piazza Palazzo.
 
Tantissimi stasera gli aquilani che, sfidando pioggia e gelo, hanno risposto all’appello del gruppo civico ‘Jemo ‘Nnanzi’, organizzatore dell’evento: in vendita, al costo di 10 euro l’una, quasi 500 stecche del prelibato dolce aquilano, il cui ricavato servirà per il restauro della statua di Celestino V custodita nel convento di San Basilio.

Bella fino alle lacrime, L’Aquila, con le sue luci color miele e il tricolore di 99 metri sollevato a fianco alla Torre di Palazzo, ferma lì, tra i puntelli che tengono su la dignità e l’amore di chi non si è mai arreso.

Gli aquilani ci sono e sono in tanti, quasi che aspettino sempre l’ennesima occasione per tornare in centro, anche se tutti i vicoli sono bui, anche se fa un freddo cane: tornare in quei luoghi per ognuno è quella dose di morfina che placa un dolore lungo 4 anni.
 
“È  una vittoria del popolo aquilano – commenta Cesare Ianni, di Jemo ‘Nnanzi – confidiamo di finire tutto il torrone in serata. Stanno arrivando in tantissimi, questa è la dimostrazione che i cittadini, per quanto possono, vogliono dare una mano per la ricostruzione della città. Da qui potremo fare sempre meglio”.

“Una serata bellissima che chiude la quattro giorni del festival del “Pianeta della maldicenza”, legato a Sant’agnese, tradizione tutta aquilana”, conclude. 
 
“È  stato davvero emozionante partecipare a questa iniziativa – spiega Natalia Nurzia – per l’occasione ho richiamato i miei operai che hanno lavorato due giorni interi per realizzare questo mega torrone. Accostare il mio prodotto al nome di Celstino V è un onore per me, lo considero un portafortuna che ci accompagnerà in futuro”.

Piazza Palazzo è davvero splendente, stasera, e dolce in mezzo a tanto amaro. Non può essere più bella di così. Mette i brividi l’Inno d’Italia suonato sotto alla Torre di Palazzo, una cornice perfetta che toglie fiato, nonostante tutte le sue ferite.