L’AQUILA – Il giovane albanese arrestato oggi all’Aquila per una rapina a un’anziana, è amico di uno dei figli dei coniugi Kapplani, noti alla cronaca per la tragedia compiuta del padre, Burhan Kapplani, che lo scorso gennaio ha ucciso la moglie, Orietha Boshi, insieme al suo nuovo compagno.

I due giovani vivevano insieme nella stessa casa famiglia di Preturo (L’Aquila) e sempre insieme avevano tentato la fuga, finita, però, con il ritorno nella dimora condivisa.

È uno dei risvolti venuti fuori dall’incontro con la stampa di oggi del dirigente della squadra Mobile, Maurilio Grasso.

Nato a Kavaji di 17 anni, privo di sostentamento e senza i genitori, rimasti in Albania, il giovane, che compirà 18 anni sabato prossimo, è stato fermato per la rapina a un’anziana di Pianola avvenuta il 24 giugno scorso nei pressi della fermata dell’autobus della frazione aquilana, e ora si trova presso una nuova comunità, alle porte di Teramo.

Il nome dei Kapplani, invece, riporta alla mente il terribile fatto di sangue avvenuto il 17 gennaio di quest’anno, in cui la madre del giovane è rimasta uccisa colpita a morte dall’imprenditore albanese ed ex marito, residente da molti anni all’Aquila.

L’omicidio era avvenuto nei pressi di Bazzano, davanti al supermercato Md e sotto gli occhi impietriti dei presenti, che hanno visto morire la donna nella sua macchina, alla presenza dei due figli più piccoli. Insieme alla donna era caduto sotto le pistolettate dell’ex geloso anche Sheptin Hana, il suo compagno in quel momento. (s.cia.)