L’AQUILA – Ha visto e collaborato alla nascita di locali e discoteche aquilani come il Magoo, il Buena vista social club e il Roxy che hanno fatto la storia del centro storico dell’Aquila.
Stefano Acitelli, ristoratore del capoluogo e imprenditore della movida per generazioni, è cresciuto tra i giovani aquilani e ricorda il centro storico con nostalgia, ma anche con ottimismo guardando al futuro.
“Era una grande famiglia: ci si dava appuntamento e ci si conosceva tutti. Non avevi paura di lasciare l’auto aperta o di girare da solo di notte – afferma – Nella mia esperienza trentennale ho visto crescere il centro storico, diventato il punto di riferimento delle notti di tantissimi ragazzi, prima che il terremoto lo spazzasse via. Credo tuttavia nella sua ricostruzione, fermo restando il tempo che purtroppo ci vorrà”.
Acitelli che oggi possiede il ristorante I vizi in località Pile ha attraversato le stagioni della vita notturna del capoluogo dagli anni ’90 ad oggi, facendo divertire e mangiare migliaia di aquilani.
Come tanti imprenditori aquilani, dopo il terremoto del 6 aprile 2009 non si è perso d’animo, riprendendo in mano la sua vita e la sua attività in una città che dopo sei anni “stenta ancora a ripartire”.
“Il centro storico non è più quello di un tempo e oggi gli aquilani non sanno dove andare – dice – la città è oggi estesa per 26 chilometri con la conseguenza inevitabile di una grande dispersione e un senso di spaesamento”.
Oltre al problema della ricostruzione, i cittadini devono fare i conti anche con la crisi economica che “si sente in modo particolare – prosegue – Un crisi che li porta a spendere molto meno quando escono fuori a cena ad esempio rispetto al passato”.
“La mia esperienza nel settore è iniziata nel ’91 con la mia prima pizzeria, ‘Dal Conte’, a San Demetrio – racconta – Nel ’94 ho collaborato per il locale Nafta, in via Sassa. Quell’anno fu l’anno dello scudetto dell’Aquila Rugby e ricordo con molta emozione le serate trascorse con giocatori e tifosi”.
Di Enrico Di Paolo, guru incontrastato delle notti aquilane scomparso l’anno scorso, Acitelli racconta: “Era una persona che ti impegnava per tutta la giornata. Ti prendeva la vita, sul lavoro ma anche fuori. Difficile trovare parole per definirlo. Era il numero uno”.
Acitelli oggi ha 52 anni e ha scelto di abbandonare la vita notturna per dedicarsi totalmente alla ristorazione.
“Ho riaperto il Bar Barbarossa su viale Corrado IV e poi il bar Azzurro fino alla data del sisma – spiega – Nel 2010, subito dopo il terremoto ho scelto poi di aprire un nuovo ristorante nei locali del Bar 20 a Pile ricominciando ancora da zero. E poi l’anno scorso ho spostato il ristorante in un edificio vicino, sempre nella stessa zona”.
“Si tratta di un lavoro che se sai prendere ti mantiene in forma – aggiunge – Costa senza dubbi molto sacrificio, ma quando si fanno le cose con passione tutto diventa più semplice”.
Acitelli afferma di non aver mai pensato di abbandonare la città nonostante i problemi del post sisma: “Ne avrei avuto la possibilità, ma ho scelto di restare. Mia moglie ha riaperto il suo negozio sempre qui in città, così come ho fatto io. Qui c’è la nostra, le nostre radici e il nostro futuro”.






