L’AQUILA – Albo pretorio on line, un dovere per tutti gli enti ma non per la Provincia dell’Aquila, che si dimostra decisamente “antica”.

Eppure sono passati quasi quattro mesi dall’entrata in vigore delle disposizioni previste dalla legge 69 del 18 giugno 2009, la quale stabilisce che “gli obblighi di pubblicazione di atti e provvedimenti amministrativi aventi effetto di pubblicità legale si intendono assolti con la pubblicazione nei propri siti informatici da parte delle amministrazioni e degli enti pubblici”.

In pratica, se un provvedimento non è consultabile da Internet è come se non fosse mai stato adottato. Questa sembra la situazione alla Provincia aquilana, che, però, replica: “L’albo esiste, contiene solo gli atti che ci devono stare per legge”.

Dal 1° gennaio 2011 tutti i Comuni abruzzesi si sono adeguati, persino i più piccoli, nonostante i problemi cronici di carenza di personale.

Anche le province di Chieti, Pescara e Teramo mettono in bella vista sulle rispettive home page il link all’albo, da dove si possono consultare delibere di Giunta e di Consiglio, determine, avvisi e tutto ciò che serve a trasformare le pubbliche amministrazioni in “case di vetro”.

L’albo on line ha anche l’obiettivo di migliorare la qualità dei rapporti tra enti e cittadini e garantire la necessaria informazione.

Tema quantomai attuale, soprattutto nei comuni del ‘cratere’ sismico, che possono tenere aggiornati anche i non residenti in ordine alle decisioni utili al processo di ricostruzione.

In realtà, sul sito www.provincia.laquila.it c’è una sezione dedicata e, cliccando, vi si può leggere che “Ogni Provincia deve avere un Albo Pretorio per la pubblicazione delle deliberazioni, delle ordinanze, dei manifesti e degli atti che devono essere portati a conoscenza del pubblico per disposizione di legge o di regolamento”.

Il problema è che ci si limita alle affermazioni di principio ed è impossibile trovare un qualsiasi provvedimento di Giunta o di Consiglio. Stessa cosa per la pagina “Servizi on line per il cittadino”: due comunicati stampa risalenti all’estate 2010 e una serie infinita di “nessun dato presente” nelle varie sottosezioni.

Gli ordini del giorno del Consiglio, poi, sono fermi alla seduta del 30 novembre 2007, segno che anche la precedente amministrazione aveva poca sensibilità sulla questione.

Il vero dubbio riguarda gli effetti di questa leggerezza, perché a voler interpretare puntigliosamente la normativa dovrebbero essere inefficaci tutti gli atti adottati ma non pubblicati, comprese le delibere che prevedono impegni di spesa o disposizioni di finanziamento. (red)

LA REPLICA: ”CONTIENE SOLO GLI ATTI CHE CI DEVONO ESSERE”

In serata l’amministrazione ha contattato la redazione, spiegando che l’albo pretorio online in realtà esiste, e che contiene solo gli atti che devono esserci in base ai termini di legge, che sono di 15 giorni per determine dirigenziali e delibere di Consiglio e di Giunta.

Alcuni degli atti più recenti, come l’ultimo Consiglio e l’ultima Giunta, l’amministrazione ammette che potrebbero non essere stati ancora inseriti.

Non ci sono infine certezze sulla possibilità che ci sia un “archivio” dei provvedimenti scaduti e rimossi dall’albo.

Due punti su cui AbruzzoWeb terrà informati i lettori nei prossimi giorni.