L’AQUILA – Il direttore di Confcommercio L’Aquila, Celso Cioni, si è barricato, questa mattina, nel bagno della filiale di Bankitalia in piazza Duomo con una tanica di benzina e un accendino, minacciando di darsi fuoco se il governo non rivedrà “le condizioni del sistema bancario, almeno nei paesi del cratere e della città che è ancora militarizzata”.

Dopo circa 3 ore, Cioni ha concluso questa forma estrema di dissenso uscendo dal bagno e imboccando una porta laterale della banca. La notizia, in un primo momento, era stata smentita. Sul posto un via vai di polizia, carabinieri, un’ambulanza del 118, un mezzo dei vigili del fuoco e pattuglie della polizia municipale. La Procura della Repubblica dell’ Aquila ha aperto un’inchiesta. Sul posto, magistrato di turno, il pm Stefano Gallo, che ora attende l’informativa dei carabinieri che guidati direttamente dal comandante provinciale, Savino Guarino, hanno condotto le indagini sentendo anche lo stesso Cioni.

La Procura dovrà vagliare se ci sono eventuali responsabilità e cioè se la protesta del direttore regionale della Confcommercio è lecita: in tal senso, secondo quanto si è appreso, rischia l’incriminazione per interruzione di pubblico servizio e di procurato allarme. 

L’estrema protesta è stata messa in atto a sostegno dei piccoli commercianti della città, “costretti dal terremoto a lasciare i proprio negozi senza ottenere alcun sostegno”, come ha affermato in una email inviata in redazione, annunciando anche l’inizio di uno sciopero della fame e della sete.

Il blitz nella filiale di Bankitalia dell’Aquila da parte del direttore di Confcommercio L’Aquila è scattato mentre con altri suoi colleghi, presenti all’esterno della Banca d’Italia, era impegnato in una riunione nella filiale stessa. L’uomo ha chiesto di parlare con il prefetto dell’Aquila, Francesco Alecci, che, a quanto si è appreso, si sta recando sul posto.

“Stavamo in una riunione e si stava parlando delle regole bancarie che entrano in vigore a febbraio – ha riferito il presidente Fida-Confcommercio L’Aquila, Angelo Liberati – e lì si è capito che vanno a scapito dei piccoli commercianti e delle piccole imprese. A quel punto Cioni si è alzato e se ne è andato”. Alcuni rappresentanti di Confcommercio dell’ Aquila, insieme ad agenti della Polizia e ai Vigili del Fuoco, hanno cercato di convincerlo a desistere ma lui ha continua a minacciare di darsi fuoco se non fossero arrivate rassicurazioni. “Cioni – ha riferito il vicepresidente della Confcommercio provinciale, Alberto Capretti – ha chiesto l’intervento del prefetto, che è in arrivo. Desisterà solo davanti a rassicurazioni sull’impegno per varare misure a favore del piccolo commercio e delle piccole aziende”.

LA MINACCIA: “NON FORZATE PORTA, HO BENZINA”

“Se verranno forzate le porte del bagno dove sono barricato, ho con me benzina e accendino – ha scritto Cioni – Lo faccio per lanciare il grido di dolore dei piccoli commercianti di questa martoriata città, costretti dal terremoto a lasciare i propri negozi senza ottenere alcun sostegno e, facendo debiti, si sono ricollocati alla meglio e sono disperati e con le banche che li tengono quotidianamente sotto pressione”.

Cioni denuncia la situazione drammatica dei commercianti: “Molti sono esasperati e ricorrono a medici e psicologi o a psicofarmaci per sostenere questo stato di cose di cui non hanno colpe – prosegue – Come sapete ci sono casi di suicidi. Per questo inizio sciopero fame e sete e domando se qui possono applicar si le stesse regole di luoghi dove non è successo nulla”.

“Basta con questa situazione che non meritiamo”, conclude.

DOPO 3 ORE FINISCE LA PROTESTA

Cioni ha abbandonato la Banca d’Italia da una porta secondaria quindi dribblando tutti i giornalisti e non dando ulteriori spiegazioni in riferimento al suo gesto.

Cioni non avrebbe partecipato neppure alla riunione con il prefetto.

Secondo quanto si è appreso, e come confermato dal presidente della Camera di Commercio dell’Aquila, Lorenzo Santilli, Cioni non avrebbe partecipato alla riunione col prefetto, da lui chiesta quale condizione per desistere dalla protesta, perché si svolgesse un incontro all’insegna dell’equilibrio e della riflessione.

All’incontro hanno partecipato, tra gli altri, oltre a Santilli, anche il presidente provinciale della Confcommercio, Roberto Donatelli.

SANGALLI: “GESTO DI CIONI CONFERMA NECESSITÀ MISURE URGENTI”

“La disperata protesta del direttore della Confcommercio dell’Aquila, ma anche il tragico gesto del commerciante milanese che ieri si è tolto la vita confermano, ancora una volta l’assoluta urgenza di misure per sostenere l’economia reale e mettere le imprese in condizione di poter lavorare in maniera più semplice, più competitiva e meno onerosa e contribuire così, al rilancio del Paese”.

Così il presidente nazionale di Confcommercio Carlo Sangalli, commenta l’episodio dell’Aquila.

“Il governo e la politica tutta oltre a non aver ancora risolto i problemi strutturali dell’economia, stanno facendo troppo poco per restituire fiducia a famiglie e imprese vista l’assenza di un progetto credibile di ripresa economica e sociale”.

“Avevamo previsto che la crisi avrebbe continuato a produrre i suoi effetti fortemente negativi su famiglie e imprese anche per larga parte del 2014. Quello a cui invece, non avremmo mai voluto assistere – prosegue Sangalli – è il riproporsi di episodi disperati ed estremi da parte di tanti imprenditori che, schiacciati tra la crisi e la riduzione del credito, sotto il peso di una pressione fiscale insostenibile, e dei ritardi dei pagamenti da parte delle pubbliche amministrazioni, non riescono continuare l’attività”.

“Che è il loro lavoro ma anche la loro vita, che nelle piccole imprese – ricorda il presidente della Confcommercio – non si distingue dal lavoro e dalla vita dei familiari, dei soci, dei collaboratori, dei lavoratori dipendenti”.

DEL CORVO: “IMPRESE NON CE LA FANNO, LA POLITICA ROMANA RISOLVA”

“Certo sono gesti estremi che possono anche non essere capiti, ma io credo che ormai la politica romana debba porsi veramente all’ordine del giorno una soluzione del problema, i piccoli imprenditori non ce la fanno più”.

Lo ha detto il presidente della Provincia dell’Aquila, Antonio Del Corvo, a proposito della decisione del direttore regionale della Confcommercio, di barricarsi dentro la filiale aquilana di Bankitalia per protesta.

“Il rappresentante sindacale Cioni – ha aggiunto – molto sensibile alle problematiche delle categorie, giustamente si è sentito in dovere di fare un gesto così estremo che sicuramente non avrà un prosieguo, sta a significare che ormai la classe imprenditoriale, soprattutto medi e piccoli, non cela fanno più. Credo che qualcosa in questo senso vada fatto”.

LIBERATI (CAMERA DI COMMERCIO): ”ERAVAMO IN RIUNIONE QUANDO È ANDATO VIA”

“Stavamo in una riunione e si stava parlando delle regole bancarie che entrano in vigore a febbraio – ha riferito il presidente Fida-Confcommercio L’Aquila, Angelo Liberati – e lì si è capito che vanno a scapito dei piccoli commercianti e delle piccole imprese. A quel punto Cioni si è alzato e se ne è andato”.

CAPRETTI (FIDA): ”IN ATTESA DEL PREFETTO, NON DESISTERÀ”

“Ho tentato di dissuaderlo, ma non è servito. Lo conosco bene e so che non mollerà la presa”.

Il direttore di Confcommercio L’Aquila, Celso Cioni, barricato da alcune ore nel bagno della sede di Bankitalia del capoluogo, è “irremovibile”, secondo il vicepresidente di Confcommercio provinciale, Alberto Capretti, giunto sul posto per cercare di dissuarderlo dal proposito di darsi fuoco con una tanica di benzina e un accendino.

Alla base dell’estrema protesta di Cioni il sostegno ai piccoli imprenditori e commercianti della città, “costretti dal terremoto del 6 aprile 2009 a lasciare i proprio negozi senza ottenere alcun aiuto e lasciati soli dal governo ad affrontare una situazione insostenibile”.

“Cioni si è messo sulle spalle una croce non sua perché ama questa città e questa provincia – dice Capretti – Sta facendo questa cosa molto grave a suo discapito, ma non gli importa della gravità del gesto, se potrà servire a salvare i commercianti e i piccoli imprenditori aquilani e del cratere”.

Il direttore di Confcommercio precisa che “non si tratta di una protesta nei confronti delle banche”.

“Chiedo un provvedimento immediato del governo a sostegno dell’economia del ‘cratere’ che preveda regole straordinarie per i piccoli imprenditori”, sottolinea.

“Siamo qui fuori in attesa dell’arrivo del prefetto Francesco Alecci perché Cioni vuole parlare con lui, unico tramite per interloquire direttamente con lo Stato”, conclude Capretti.

SUL POSTO CARABINIERI, POLIZIA E VIGILI DEL FUOCO, IN ARRIVO IL PREFETTO

Sul posto sono arrivati in questi minuti i Vigili del fuoco, la Polizia, pronti a intervenire, e il colonnello Savino Guarino, comandante provinciale dei Carabinieri, che ha cercato di forzare la porta dell’antibagno dietro la quale è barricato Cioni, ma il direttore ha minacciato di darsi fuoco, bloccando quindi il suo intervento.

Cioni ha chiesto al colonnello Guarino di poter parlare con il prefetto dell’Aquila Francesco Alecci, che potrebbe arrivare nelle prossime ore per cercare di risolvere la delicata situazione.

“Non ho paura di andare in prigione per questo mio gesto – ha affermato in diretta telefonica con Radio L’Aquila1 – Questa è una giusta causa per finire dietro le sbarre. La mia è una protesta che può arrivare anche al gesto estremo di darmi fuoco”.

La richiesta di Cioni è un provvedimento immediato del governo a sostegno dell’economia del ‘cratere’ che preveda regole straordinarie per i piccoli imprenditori e “non una protesta contro le banche – precisa – Mi trovo qui perché la banca è l’emblema della mia protesta”.

“Non è giusto che i commercianti paghino per colpe non proprie – sottolinea – Bisogna tutelare libertà di impresa e il diritto al lavoro che è fondamentale per qualsiasi civiltà. Non vogliamo i soldi, ma le ‘zappe’, perché noi aquilani siamo abituati a lavorare sodo non a chiedere soldi. La vera ricostruzione è ridare lavoro, reddito e dignità ai piccoli imprenditori”.

Nel frattempo, sono arrivati sul posto anche il vicepresidente della Confcommercio provinciale, Alberto Capretti, il vicepresidente della Federazione italiana dettaglianti dell’alimentazione (Fida – Confcommercio), Angelo Liberati, e il presidente dell’Agenzia per lo sviluppo della Camera di Commercio dell’Aquila, Roberto Donatelli che stanno tentando una delicata attività di mediazione con Cioni che, per ora, non ha alcuna intenzione di desistere, in attesa dell’arrivo del prefetto Alecci.

FORZA NUOVA SOLIDALE CON CIONI

“Il coordinamento regionale di Forza nuova Abruzzo, esprime solidarietà al direttore della Confcommercio dell’Aquila, Celso Cioni, barricatosi dentro il simbolo italiano del collasso economico e finanziario. In questo momento storico, dove la politica ha oramai perduto ogni credibilità, sono necessari degli esempi, anche forti, per infondere speranza e riscossa nel popolo italiano, il tutto mentre L’Aquila continua a fungere come peggior spot nazionale per il centrodestra e centrosinistra ed il punto di non ritorno per una classe politica oramai sul punto di implodere fra l’odio popolare”.

Lo afferma in una nota il coordinatore regionale del movimento, Marco Forconi.

“Forza nuova si farà portavoce delle istanze dei ceti più colpiti da questa crisi congiunturale (e della quale conosciamo benissimo i suoi ‘genitori’) attuando, in maniera radicale ed esemplare, forme di disobbedienza fiscale in tutta la regione, così come già avvenuto nel comune di Atessa nei giorni scorsi con la Tares”.

CONFARTIGIANATO ABRUZZO: TAFFO, ”SOLIDARIETA’ A CIONI”

“L’intero gruppo dirigente di  Confartigianato Abruzzo, nella persona del suo presidente, Angelo Taffo, esprime piena solidarietà e vicinanza al direttore di Confcommercio, Celso Cioni, da tempo  impegnato con la sua associazione a sostegno dei commercianti abruzzesi, in particolare aquilani. “In un momento così delicato per l’economia della nostra città – ha affermato Taffo – è giusto e sacrosanto schierarsi dalla parte dei commercianti e chiedere, con ogni mezzo, sostegno alle imprese che necessitano di risorse. Quella dell’amico Celso è una battaglia non solo economica, ma anche sociale e morale, che appoggiamo e condividiamo”.

PEZZOPANE: ”GESTO DI CIONI CAMPANELLO D’ALLARME”

“Sono felice che alla fine abbia prevalso il buon senso e mi auguro che non ci siano gravi ripercussioni”.

Questo il commento della senatrice Stefania Pezzopane, all’indomani della clamorosa protesta del direttore della Confcommercio dell’Aquila, Celso Cioni.

“Il gesto di Celso è un campanello d’allarme, è il segno eloquente del malessere enorme nell’intero cratere. Se è giunto ad una protesta così clamorosa, lo ha fatto per riportare al centro dell’attenzione le gravi condizioni in cui versano i commercianti aquilani, soprattutto dopo il terremoto – prosegue la senatrice – Molte attività hanno chiuso i battenti, solo alcune sono riuscite a ricollocarsi altrove, ma con grandi difficoltà. Una situazione difficile, che le banche non hanno certo contribuito ad alleviare. I problemi sollevati da Cioni sottolineano, ancora una volta, quanto sia necessario che L’Aquila diventi una priorità nazionale”.

“Lo ripetiamo ormai da tempo, ma a distanza di cinque anni la Regione continua con la sua politica indifferente e silente – dice – Neanche un segnale d’attenzione per le imprese aquilane e abruzzesi che continuano a chiudere. Il ministro Trigilia d’altro canto pensa che per risolvere i problemi della ricostruzione e dell’economia si debbano fare gruppi di studio. Pensi piuttosto a sbloccare i soldi per l’economia”, conclude la Pezzopane.