L’AQUILA – Prostituzione, degrado e sporcizia all’Aquila, nella zona del cimitero monuemtale.

A segnalarlo sono soprattutto residenti e commercianti, che da ben prima dell’arresto avvenuto ieri di un aquilano per una rapina del giugno scorso ai danni di una prostituta nigeriana, avevano disegnato un quadro piuttosto difficile.

Tra le zone più degradate e considerate ormai “poco sicure”, via del Torcituro, dove si prostituiscono nere, bianche e trans, e via della Polveriera, che, è considerata appetibile ‘grazie’ a buio, prati nascosti e spiazzi, come del resto via del Torcituro.

Nonostante in quelle vie ci siano una scuola elementare, attività commerciali, diverse abitazioni e, verso la fine di via della Polveriera, a due passi da un grande spiazzo, un centro per la procreazione assistita.

Altre prostitute si trovano sia di giorno che di notte nei pressi dell’ingresso principale del cimitero e all’altezza dell’autolavaggio; ragazze di colore sono arrivate a prostituirsi anche a pochi metri dal centro commerciale e dal supermercato Carrefour.

Segnalate anche siringhe usate e gettate per terra.

Nei paraggi, da quanto appreso, vivono dei richiedenti asilo, anch’essi di colore, alcuni dei quali stazionano spesso davanti al supermercato e al bar accanto per racimolare qualche soldo, arrivando in più di un’occasione a litigare con clientela e addetti alla sicurezza.

La ragazza rapinata e picchiata era stata aiutata proprio da una delle guardie del punto vendita Carrefour.