L’AQUILA – Pugno di ferro del Comune dell’Aquila nei confronti dei furbetti del terremoto.

L’amministrazione, infatti, si costituirà parte civile nei confronti di un cittadino rinviato a giudizio su richiesta della procura della Repubblica dell’Aquila per il reato di indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato.

Infatti, nonostante fosse benficiario di un alloggio temporaneo, l’uomo aveva continuato a percepire il contributo di autonoma sistemazione per una somma complessiva di 4.800 euro.

Un’anomalia emersa dopo alcuni controlli avviati dalle forze dell’Ordine e fortemente voluti dallo stesso Comune che, nelle scorse settimane, ha avviato un censimento tra i beneficiari del contributo di autonoma sistemazione.

Un controllo necessario per verificare quanti siano i cittadini che effettivamente hanno diritto a questa forma di assistenza (sono in tutto 9 mila le famiglie iscritte per percepire il Cas) per poter eventualmente chiedere una proroga del finanziamento allo Stato.

I risultati, come annunciato nei giorni scorsi a margine di una conferenza stampa dall’assessore all’Assistenza alla popolazione Fabio Pelini, saranno resi noti a stretto giro di posta, ma sembra che già numerosi nuclei familiari abbiano rinunciato volontariamente al contributo.

Ma l’amministrazione non fa sconti a nessuno e se qualcuno “ci avrà marciato” dovrà pagare, come testimoniato dalla costituzone di parte civile in un processo che potrebbe essere solo il primo di una lunga serie.