L’AQUILA, 1° GIUGNO – La sezione Polizia postale e delle comunicazioni dell’Aquila ha concluso positivamente alcune indagini per fatti non connessi fra loro, a conclusione delle quali sono state segnalate sei persone all’autorita giudiziaria competente. I reati contestati sono la truffa, l’accesso abusivo a un sistema informatico o telematico e la frode informatica.
Nella maggior parte dei casi, la condotta illecita è consistita nel porre in vendita, su siti di e-commerce, oggetti di varia natura, per i quali veniva richiesto il pagamento anticipato mediante ricarica di carte prepagate, ma una volta incassata la somma il venditore non inviava alcunché, facendo perdere le proprie tracce. L’entità di ciascuna truffa non supera le poche centinaia di euro, motivo per cui molte vittime di tali reati non denunciano il fenomeno. L’età dei truffatori telematici è compresa tra i 24 e i 29 anni e sono tutti italiani, residenti fuori regione.
Un trentenne veneziano, invece, è stato segnalato per accesso abusivo a sistemi informatici e frode informatica. I fatti risalgono al 2008 e hanno richiesto lunghe e complesse indagini. Il denunciato, attraverso l’impiego dei cosiddetti “dialer” (letteralmente compositori automatici), nascosti in un programma autoinstallante, riusciva a far disconnettere il computer dell’ignaro utente dal proprio Internet service provider (Isp, ossia il fornitore di servizi Internet), per poi farlo riconnettere a un nuovo Provider attraverso numerazioni ad alto costo, gonfiando così la bolletta telefonica.
Lo scopo finale è quello di lucrare sulle somme fatturate dalle compagnie telefoniche per il traffico prodotto dagli ignari clienti, ricevendo da queste una percentuale. È opportuno ricordare che questa tipologia di reato è ormai in via di estinzione, in quanto le linee Adsl non sono soggette a tale tipo di reindirizzamento.






