L’AQUILA – Ben 23 famiglie aquilane evacuate dagli alloggi antisismici del progetto C.a.s.e. di Coppito 2 per infiltrazioni d’acqua che hanno reso le strutture a rischio di stabilità.

“In un controllo di ordinaria manutenzione, l’ingegnere ha notato un possibile cedimento perché c’era uno spacco alla base dell’intonaco – racconta ad AbruzzoWeb la dirigente comunale Enrica De Paulis – Abbiamo fatto aprire, e all’interno abbiamo trovato il piede delle travi portanti di legno marcio per un’infiltrazione di acqua piovana”.

Il motivo, per la dirigente, è chiaro: “Non hanno messo la guaina a protezione dei primi 20 centimetri. C’è un difetto di esecuzione quindi c’era il rischio di cedimento”.

Si tratta di una piastra di 24 alloggi che attualmente era occupata da 23 famiglie per complessive 67 persone.

Sul posto è intervenuto personale del gruppo carabinieri forestale dell’Aquila e dei vigili urbani.

Al momento i cittadini sono stati ospitati in via temporanea all’hotel Amiternum.

Si stanno reperendo ulteriori alloggi C.a.s.e. sicuri, poi verranno effettuati gli allacci e tra lunedì e martedì ci saranno i trasferimenti.

Al momento non si è ancora pensato a controllare edifici simili realizzati dalle stesse ditte. “Prima vogliamo risolvere l’emergenza alloggiativa – conclude la De Paulis – poi ci occuperemo di allargare i controlli: abbiamo già chiamato un nostro consulente esperto in strutture in legno”.

È l’ennesimo episodio di difetti di costruzione negli alloggi realizzati dopo il terremoto del 2009, 4.450 appartamenti in 19 new town costati 1 miliardo di euro, di cui 350 milioni del Fondo di solidarietà dell’Ue. Costruite con tempi record dopo appalti ad affidamento diretto, hanno ospitato, nei periodi di massima emergenza, fino a 15 mila persone.

Negli anni scorsi, sempre per cattiva realizzazione, sono crollati dei balconi nelle C.a.s.e. di Cese di Preturo, portando a un’inchiesta giudiziaria con 37 indagati, attualmente trasferita al tribunale di Piacenza, sede di una delle aziende realizzatrici.

IPOTESI DI NUOVA INCHIESTA PENALE

Non è esclusa l’apertura di una nuova inchiesta giudiziaria della procura della Repubblica sulla possibile cattiva realizzazione degli alloggi del progetto C.a.s.e. dell’Aquila dove questo pomeriggio sono state evacuate 67 persone.

Non a caso durante le operazioni svolte dal Comune è stato presente anche personale dei carabinieri forestali del capoluogo, che hanno esaminato la scena e scattato fotografie.

Secondo quanto appreso da fonti investigative, nei prossimi giorni il materiale raccolto verrà valutato dal sostituto procuratore Roberta D’Avolio.

È proprio il pm che ha già svolto un’indagine sulla realizzazione delle C.a.s.e. dopo il crollo dei balconi, arrivando a indagare 37 persone nel fascicolo poi trasmesso a Piacenza, sede di una delle aziende realizzatrici. Alberto Orsini

LA POLEMICA

“I RESIDENTI SEGNALAVANO DA ANNI LE INFILTRAZIONI”

I residenti della palazzina 1 del quartiere C.a.s.e. di Coppito 2, evacuata oggi perché a rischio crollo per gravi difetti di costruzione, avrebbero segnalato da anni al Comune dell’Aquila la presenza di infiltrazioni d’acqua copiose, senza mai avere risposte dall’amministrazione o dalla società di manutenzione.

A diffondere la notizia è il consigliere comunale uscente e ricandidato di Forza Italia Roberto Tinari, che ha a disposizione anche un video girato dai cittadini in cui si vede acqua piovere letteralmente al piano sotterraneo dei garage.

“Le prime segnalazioni di perdite di acqua sono state avanzate nel 2014, poi nel 2015 e nell’agosto del 2016, riferiscono i residenti – scrive Tinari su Facebook – L’assenza di interventi di manutenzione adeguati, nonostante le ripetute segnalazioni, è forse la principale causa del danno e del conseguente disagio per centinaia di aquilani”.

Di qui la nota di Tinari che ha invitato a non strumentalizzare sotto elezioni e chiede risposte certe sulla manutenzione. (alb.or.)

LE REAZIONI

TINARI: “CHIARIRE SU MANUTENZIONE, NON SI STRUMENTALIZZI”

“A fronte di continue segnalazioni riguardo perdite d’acqua, mi dicono avvenute nel 2014, nel 2015 e nel 2016, proprio oggi, a una manciata di giorni dalle elezioni amministrative, poco dopo l’annuncio di una imminente visita di Berlusconi e alla viglia della venuta in città dell’ex ministro Gelmini, si è ritenuto necessario evacuare 24 famiglie da altrettanti alloggi del progetto C.a.s.e. a Coppito 2: chiedo sia fatta chiarezza sugli interventi di manutenzione effettuati”.

È quanto si legge in una nota a firma di Roberto Tinari, vice presidente uscente del Consiglio comunale aquilano ed esponente di Forza Italia.

“È da anni che i residenti denunciano lo stato dei luoghi: la sicurezza dei propri cittadini deve essere sempre messa al primo posto ed è inaccettabile che vicende come questa siano potenzialmente suscettibili di strumentalizzazione politica, a ridosso delle elezioni – sbotta – Auspico che vengano immediatamente inviate forze dell’ordine a piantonare le piastre vuote, onde evitare eventuali furti o atti vandalici”.

“Abbiamo un patrimonio immobiliare immenso e dalle infinite possibilità come il Progetto C.a.s.e., purtroppo nei fatti mal gestito, si pensi alla questione dei consumi e delle bollette e mai valorizzato a causa di una inerzia gestionale e programmatica evidente”, insiste Tinari.

“È una situazione non più tollerabile: la sicurezza degli aquilani va messa al primo posto – conclude – e non sacrificata in vista di improbabili strumentalizzazioni elettorali”.