L’AQUILA – Ritorna l’autunno caldo per le scuole aquilane.

Oggi, al suono della campanella della prima ora, gli studenti dell’Itis “Amedeo Di Savoia”, del liceo scientifico “Andrea Bafile”, dell’istituto per geometri “Ottavio Colecchi” e del liceo classico “Domenico Cotugno”, al posto delle lezioni è stata proclamata l’assemblea straordinaria, “l’antipasto” dell’occupazione degli istituti.

La protesta era iniziata mercoledì 9 con il corteo apolitico che ha raccolto più di mille studenti “stanchi di vivere in una città che non è a misura di giovane”, hanno urlato durante il corteo, ma che non vogliono abbandonare perché è la loro città, nonostante la mancanza di centri di aggregazione che mancano e il blocco dei “Fondi Meloni”, destinati proprio alla realtà giovanile aquilana, come hanno denunciato.

L’occupazione scolastica collettiva che potrebbe partire dai prossimi giorni è quiandi un modo per dire che i ragazzi rimangono nella propria città, “non senza combattere per il proprio futuro e soprattutto per i propri diritti”, è stato detto nell’assemblea.

“Siamo stanchi di una politica che non pensa a noi giovani – denuncia Federico, studente del Liceo Scientifico Andrea Bafile – di promesse fatte ma non mantenute, abbiamo deciso quindi di protestare tutti insieme per ottenere qualcosa di concreto”.

La pensa allo stesso modo Giorgia, che dice: “la protesta continuerà in tutti i modi possibili immaginabili, almeno finché non otterremo un vero dialogo paritario con le istituzioni”.

Delle modalità con cui si svolgerà l’occupazione parla invece Roberto: “Abbiamo organizzato tanti corsi di attualità, tenuti anche da personaggi importanti dell’ambito scolastico aquilano come professori universitari e soprattutto tratterremo di argomenti in simbiosi con questa protesta”.