L’AQUILA – Si apre uno spiraglio per la soluzione del caso di Antonio Russo, da dieci giorni in sciopero della fame per ottenere la residenza all’Aquila, sua città natale.
Dopo un incontro ieri in Comune, oggi Antonio ha fatto formale richiesta per il cambio di residenza da Como, dove ha lavorato per qualche tempo prima del terremoto, al capoluogo di regione.
Antonio, che da otto mesi vive in una roulotte in quanto la casa dei suoi è risultata inagibile con il sisma, si è detto ottimista ma deciso a continuare la sua battaglia fino a quando non avrà la certezza di avere la tanto agognata residenza, necessaria per ottenere le cure sanitarie di cui lui, malato di ipertensione arteriosa, ha bisogno.
“Fino a quando non avrò il foglio definitivo – avvisa – continuerò a lasciarmi morire di fame. Devono capire che non mi accontento della ‘caramella’. Ho 56 anni e la caramella la diano ai bambini, non a me”.
Il Comune ha rilasciato ad Antonio un foglio provvisorio, della validità di 90 giorni, con cui potrà chiedere l’assistenza del medico di famiglia.
LA SOLIDARIETA’ DEL COMITATO A DIFESA DEL CITTADINO
L’AQUILA – Anche il Comitato istituzionale a difesa del cittadino dell’Aquila ha espresso solidarietà ad Antonio Russo.
“Riteniamo doveroso – si legge in una nota firmata dal portavoce del comitato, Franco Marulli – che le Istituzioni preposte diano risposte concrete alla soluzione del problema sollevato, in tempi certi e reali. Se pensiamo che si stanno dando permessi di soggiorno temporaneo al flusso di disperati provenienti dall’Africa non riusciamo a capire come per un aquilano tornare nella sua città dove ha vissuto e studiato per anni sia un problema enorme”.
“L’Aquila ha bisogno di aquilani – prosegue – per la ricostruzione e lui è un aquilano doc, e va aiutato perché vuole rimanere nella sua città. Sarebbe un fatto ignobile lasciarlo un aquilano fantasma”.
“Riteniamo necessario risolvere il problema – conclude Marulli – altrimenti siamo costretti anche noi a condividere la sua iniziativa con uno sciopero della fame di solidarietà”. (e.m.)
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