L’AQUILA – Inutili i sit-in, le petizioni, i sopralluoghi e le segnalazioni alla Soprintendenza: questa notte nel parco Polsinelli , all’Aquila, sono stati abbattuti altri alberi all’altezza dell’ingresso principale della ex caserma Rossi, dove dovrà nascere il grande e nuovo parcheggio a servizio del centro storico.

Cinque alberi erano già stati abbattuti la settimana scorsa e questo ha innescato le prime proteste poi montate con il passare dei giorni.

Sulla vicenda durissimo è lo scontro politico tra le opposizioni al fianco dell’associazione Conalpa e l’assessore all’Urbanistica del Comune dell’Aquila Francesco De Santis, della Lega.

Per il fronte contrario ci sono altre soluzioni per le vie d’ingresso al nuovo parcheggio, è non ha alcun senso distruggere un’area verde cara agli aquilani, da parte “di un amministrazione comunale, come quella regionale, dichiaratamente nemica dell’ambiente e quindi del benessere e della salute dei propri cittadini”.

Per De Santis, si tratta di una “ostilità preconcetta”, e ha spiegato che ci sono tutte le autorizzazioni, l’analisi dell’agronomo e che saranno piantati un numero doppio di alberi.

“Maledetti, sono tornati nottetempo con tutti i mezzi, si sente un assordante rumore di seghe elettriche. E ruspe. Che vergogna”.  “Senza aspettare, e senza pietà, senza confronto, senza ascoltare le proposte alternative”, commenta sui social la consigliera comunale Stefania Pezzopane che intanto annuncia: “Alle 11,30 saremo sul posto a Parco Polsinelli, vicino al fioraio”.

Replica su Fb l’assessore De Santis: “Onorevole Pezzopane, con rispetto, le faccio notare che gli operai delle ditte edili non hanno l’aria condizionata come invece hanno i deputati nei palazzi della politica che conta. Se loro hanno dei cantieri in mezzo alla strada, quando viene l’estate, cercano di alzarsi presto ed iniziare a lavorare con il fresco per evitare così di doverlo fare poi con 40° sull’asfalto. Invece di definirli ‘ladri’, accusa pesante e che non fa onore alla sua storia politica, provi a comprendere la fatica ed il lavoro di chi suda il proprio stipendio. Questa vicenda sta aiutando la città a capire davvero chi sono gli uomini e le donne del Partito democratico”.