L’AQUILA – “Il progetto esecutivo del 2014 per la realizzazione del parco di Piazza d’Armi della Rialto costruzioni spa, presenta modifiche sostanziali rispetto al definitivo, con un aumento dei costi da 10 milioni a 15,5 milioni di euro e il Comune dell’Aquila non avrebbe dovuto approvarlo, e invece “ha concesso la possibilità di presentare un nuovo progetto esecutivo che la ditta ha trasmesso il 30 gennaio 2019, quindi oltre il termine perentorio del maggio 2017 previsto dalla gara. L’importo del nuovo progetto inoltre è salito a 22.950.548 euro”.
E il durissimo giudizio dell’Autorità nazionale anticorruzione (Anac) sull’intervento da anni atteso e da altrettanti anni al palo che dovrebbe realizzare a L’Aquila est un grande polmone verde, con auditorium di 900 posti a più livelli con parcheggio interrato, un’area giochi, un’area sportiva e una grande piazza.
A rivelarlo oggi il quotidiano Il Centro, in un articolo di Giustino Parisse, venuto in possesso dell’esplosivo parere dell’Anac.
Anac ha messo in evidenza anche la mancata previsione della procedura preventiva per la bonifica dei suoli; il parco, infatti, dovrebbe sorgere nell’area di un ex deposito carburanti per il rifornimento di mezzi militari e di un deposito temporaneo di macerie del sisma. In questo senso, “la possibile contaminazione dell’area non avrebbe consentito di attestare la realizzabilità del progetto”.
Anac in merito all’operato del Comune osserva che “parrebbe connotato da anomalia l’operato dell’ente, laddove, a seguito del giudizio di non conformità espresso dalla prima società incaricata della verifica, ha ritenuto di proseguire l’iter richiedendo all’impresa appaltatrice una revisione progettuale e procedendo con una nuova procedura per l’individuazione di un nuovo soggetto incaricato della verifica con notevole allungamento dei tempi”.
L’Anac chiede infine al Comune di monitorare la procedura di concordato preventivo in continuità aziendale avviata nei confronti della Rialto a febbraio 2019 ai fini della prosecuzione del contratto in corso e per il mantenimento del requisito valido anche ai fini della qualificazione Soa.
Lelio De Santis, capogruppo Cambiare insieme al Consiglio comunale dell’Aquila commenta: “c’è voluta una decisione dell’autorità nazionale anticorruzione, dettagliata e motivata, per bloccare la procedura di gara per l’affidamento dei lavori previsti per un importo complessivo di circa 22 milioni, dopo 5 anni di gestione incerta dell’appalto, aggiudicato alla ditta Rialto di Caserta in modo discutibile. La ditta aggiudicataria con un ribasso esorbitante, intorno al 50%, aveva presentato un progetto esecutivo in variante, che recuperava molto del ribasso, con un aumento di circa 5 milioni: in sostanza, la ditta, in concordato preventivo, con una mano aveva fatto un grande ribasso e con l’altra mano aveva cercato di recuperare quel ribasso! La stessa società di verifica del progetto aveva espresso un giudizio di non conformità, ma la Giunta comunale aveva chiesto alla Ditta Rialto di rivedere il progetto, invece di decidere con coraggio la risoluzione del contratto!”.
“Ho più volte sollecitato la Giunta comunale ad affrontare con determinazione la situazione ed a rescindere il contratto, anche eventualmente ad aggiudicare i lavori alla seconda ditta in graduatoria.La sola decisione assunta di recente dalla Giunta comunale è stata quella di dare mandato al Segretario generale di costituire un collegio arbitrale tecnico: in Italia, ogni volta che non si vuole o non si può assumere una decisione chiara si costituisce una commissione! E così, sono passati anni, con il rischio di perdere il cospicuo finanziamento ed ora c’è voluta una risoluzione dell’Anac nazionale per bloccare l’appalto! Ora, si deve ripartire da capo ed i cittadini dovranno aspettare ancora anni per vedere realizzato il Parco urbano di Piazza d’armi, con spazi verdi, attrezzature sportive, strutture culturali ed un teatro di mille posti!”






