L’AQUILA – “Viste le norme per accedere alla ‘rottamazione’ non si è capito bene se a finire rottamate saranno le cartelle esattoriali oppure delle aziende attanagliate dalla crisi”.

Lo afferma in una nota il candidato sindaco dell’Aquila per Casapound, Claudia Pagliariccio, per la quale “amministratori degno di questo nome hanno il dovere di parlare a sostegno del comparto produttivo locale”.

“Le piccole e medie imprese – aggiunge – non possono infatti accedere a questa specie di condono, in quanto le rate sono troppo poche per ditte che hanno accumulato debiti in questi anni di politiche di austerità e tassazione esasperata. Se una piccola o media impresa volesse accedere alla famigerata rottamazione per ricominciare a lavorare, questo non risulterebbe possibile, perché estinguere il debito in cinque rate, alle quali bisogna aggiungere le tasse correnti diventa praticamente un sogno irrealizzabile”.
“Questa rottamazione – prosegue – rappresenta quindi una opportunità solo per pochi, per quei contribuenti che hanno cartelle di poche migliaia di euro o per quelle aziende che hanno dei contenziosi e liquidità da vendere. Qualcuno ora potrebbe suggerire di rivolgersi agli istituti di credito per un prestito a lunga scadenza, però questo non è possibile, in quanto le aziende vengono segnalate alla centrale rischi dalla stessa Equitalia, quindi ogni tipo di finanziamento non verrà mai approvato in tutto il territorio nazionale”.

“Davanti a questo lento strangolamento della nostra economia – conclude Pagliariccio – la politica ha il dovere di parlare e di sollecitare l’intervento dello stato per garantire una ratetizzazione realmente equa, calcolata in base al reddito dell’impresa e l’attivazione di una linea di credito per le imprese in difficoltà. Questo il vero discrimine tra una classe politica attenta alle necessità del territorio e desiderosa di vederlo rinascere, e quanti invece si mostrano disattenti rispetto ai problemi della gente, quando non apertamente collusi con quegli ambienti del mondo finanziario, che non a caso finanzia le campagne elettorali di molti partiti, che auspicano di veder definitivamente fallire le piccole e medie imprese per predare a prezzi stracciati i loro beni messo alle aste giudiziarie”.