L’AQUILA – Ospedale San Salvatore dell’Aquila, quattro casse aperte di cui solo due funzionanti. Tempo di attesa per un ticket: da un’ora e mezza a due ore.
Questa l’imbarazzante situazione che si è verificata nella giornata di ieri e che un gruppo di utenti infuriati ha denunciato ad AbruzzoWeb.
“C’erano 150 persone in attesa con il numero prenotato – ha affermato un cittadino che ieri pomeriggio era in fila, Aldo Di Ianni – e siamo stati mediamente in attesa per circa due ore, come nel mio caso”.
“È vergognoso dover aspettare così tanto per un ticket, siamo tutti arrabbiati e ci rendiamo conto che la sanità all’Aquila proprio non funziona – hanno sbottato a una voce i pazienti in attesa – tra l’altro, a un certo punto, ci hanno anche detto che le casse da lì a poco avrebbero chiuso e anche chi aveva il biglietto prenotato sarebbe dovuto tornare a casa e tentare di nuovo la fortuna il giorno dopo”.
Un’altra lettrice, Rita Petrocco, ha raccontato così la sua odissea: “mercoledì 4 gennaio sono andata presso il distretto sanitario di Paganica per effettuare le analisi, purtroppo a causa del mancato funzionamento del computer non ho potuto pagare il ticket e conseguentemente non mi è stato prelevato il sangue”.
“Poiché le apparecchiature possono guastarsi – ha aggiunto – ho pensato di essere stata solo sfortunata e sono andata via. La mattina seguente sono tornata di nuovo al distretto, però il guasto non era stato riparato e l’impiegato mi ha consigliato di riprovare direttamente lunedì 9 gennaio”.
“Ho seguito il consiglio – ha proseguito la ‘paziente’ lettrice – e ieri mattina sono andata per la terza volta al distretto di Paganica, dove era ancora presente il cartello che avvisava dell’indisponibilità del servizio ticket per ‘motivi tecnici’. Da altri utenti ho appreso che tale problema perdura ormai da molti giorni”.
“Mi sono rivolta ad alcuni impiegati per avere maggiori informazioni – ha continuato – e mi è stato detto che potevo comunque effettuare il prelievo qualora avessi regolarizzato il ticket presso un altro Cup, qualcun altro mi ha consigliato di recarmi al distretto di San Demetrio, il più vicino. Ieri pomeriggio ho pensato di pagare il ticket presso il Cup del San Salvatore, dove alle ore 16.45 ho ritirato il numero ‘elimina code’ e mi sono accomodata in sala d’attesa”.
Secondo la donna, però, “alle 17.30 circa una gentile signora si è affacciata in sala avvisando che alle 18 in punto gli sportelli avrebbero chiuso e, visto l’enorme numero di persone ancora in attesa, solo per alcuni sarebbe stato possibile eseguire le operazioni di sportello. Vi lascio immaginare le proteste delle oltre 150 persone tra cui la sottoscritta che, praticamente, sono state cacciate via”.

“Qualcuno faceva notare – ha riferito ancora la signora Petrocco – che i numeri ‘elimina code’ sono stati distribuiti fino a tardi, facendo credere alle persone di poter attendere il proprio turno, qualcun altro ha provato a chiedere se il numero ritirato poteva essere utilizzato alla riapertura della mattina successiva, ma la risposta è stata sostanzialmente ‘domani è un altro giorno'”.
“Purtroppo la storia non è finita – ha concluso la malcapitata – poiché dovrò tentare ancora, considerato che certe cose servono per la salute, che non è un hobby. Morale della favola: all’Aquila quattro giornate spese per fare comuni analisi possono non bastare. E per tutto questo paghiamo le tasse, maggiorate per i debiti della sanità. Viene mai chiamato qualcuno a risponderne?”.
Una situazione, quella denunciata, che va in netto contrasto con quanto affermato qualche giorno fa dal presidente della Provincia dell’Aquila, Antonio Del Corvo, sulla “sanità abruzzese che funziona” e sul “cambiamento in meglio del comparto sanitario”.
Sulla stessa linea le dichiarazioni fatte dal presidente della Regione, Gianni Chiodi, per il quale grazie al contributo della sanità aquilana la Regione Abruzzo era passata “da canaglia a virtuosa”.
Comunque sia, stando alle lamentele dei cittadini, sembra proprio che la strada da percorrere sia ancora tanta.





