L’AQUILA – Monta la protesta per una nuova strada che taglia in due la zona di Coppito, nei pressi dell’ospedale San Salvatore dell’Aquila: un’opera non concertata e che, addirittura, in un punto prevede il passaggio in mezzo a un edificio già esistente.
Il progetto, presentato in pieno periodo festivo dall’Anas alla Regione Abruzzo per ottenere l’ok sulla valutazione ambientale, disegna un’arteria a scorrimento veloce che collega la strada statale 80 con la 17 (nei pressi di Centi Colella) fino all’innesto con la Mausonia, per un investimento complessivo di oltre 30 milioni di euro.
Gli elaborati depositati prevedono l’innalzamento del piano viario e la realizzazione di una galleria di mezzo chilometro più la creazione di alcune rotatorie: interventi che andrebbero a modificare drasticamente l’assetto di un’area interessata da un Piano di insediamento produttivo (Pip) approvato nel 2005 dalla Provincia dell’Aquila che stabiliva la possibilità di costruire edifici a destinazione direzionali e commerciali, in parte già presenti, con porzioni destinate a parco e a luoghi di socializzazione.
Un’opera ritenuta eccessivamente invasiva da parte di alcuni proprietari dei terreni interessati dagli espropri, che hanno depositato delle osservazioni nelle quali si sollevano “questioni di incompatibilità con il tessuto urbano” e con quanto deciso nel Pip.
Tra l’altro, nella sovrapposizione del tracciato con la situazione attuale, un fabbricato sarebbe attraversato in pieno dalla strada, larga complessivamente circa 10 metri.
Inoltre si sottolinea “l’inaccessibilità ai lotti”, che comporterebbe “inevitabile aggiuntivi lavori per la realizzazione di strade di servizio essendo precluso il transito pedonale, dall’uno dall’altro lato”, per questo “il progetto Anas appare non conciliarsi con le previsioni urbanistiche in essere”.
“Non possono infine trascurarsi i disservizi – si legge ancora nelle osservazioni – che, almeno in fase di realizzazione del tratto ‘Ospedale San Salvatore-padiglioni universitari’, i cui flussi in entrata e uscita, già intasati, per un tempo più o meno lungo, diverranno veramente problematici, salvo a realizzare, contestualmente, costosa viabilità provvisoria”.
“Quanto al tratto di strada che fiancheggia l’area protetta del parco del Vetoio l’eventuale impedimento dell’accesso a pedoni, pregiudicherebbe inesorabilmente lo sviluppo del comprensorio naturale già in atto, anche l’edificio del mulino ad acqua di Vetoio, di recente restaurato con cospicua spesa pubblica, sottoposto a vincolo storico monumentale, diverrebbe difficilmente fruibile perché tagliato fuori da possibili flussi di utenti”, proseguono le osservazioni.
Si corre il rischio, insomma, che ci si trovi di fronte a un bis del terzo lotto della statale 17 che dovrebbe collegare l’immediata periferia Est del capoluogo con San Pio delle Camere: un progetto fatto di rondò a ridosso delle case e tunnel di attraversamento che non è stato digerito dalle popolazioni locali, che da tempo reclamano una modifica del tracciato perché troppo d’impatto sul territorio e poco utile a risolvere i problemi di mobilità in entrata e in uscita dall’Aquila.
I soggetti interessati dall’ipotesi presentata dall’Anas si sono fatti sentire presso Comune e Provincia, affinché l’opera, ritenuta comunque importante, non rappresenti un boomerang per la città e per le forze economiche che hanno deciso di investire a Coppito.
Tecnici e politici dei due enti si sono impegnati a convocare la società per ridiscutere il percorso e trovare una soluzione che non scontenti nessuno. Pierluigi Biondi






