L’AQUILA – Un noto medico aquilano, Rocco Pollice, si è suicidato oggi nella sua abitazione inagibile di via Agnifili, all’Aquila. Lascia la moglie e un figlio di due anni.

Lo psichiatra si è tolto la vita sparandosi un colpo di pistola. L’arma era di sua proprietà ed era stata regolarmente dichiarata. Secondo quanto si è appreso, Pollice ha lasciato un messaggio scritto sul muro con un pennarello con il quale ha chiesto scusa alla famiglia per il gesto. 

Pollice era collaboratore di AbruzzoWeb, per cui ha curato la rubrica “Serenamente”.

Nato a Vasto (Chieti), 45 anni, ma originario di Gamberale (Chieti), Pollice era docente universitario e direttore del centro Smile, il Servizio di Monitoraggio e Intervento precoce per la lotta agli Esordi della sofferenza mentale e psicologia nei giovani.

La scomparsa di Pollice, molto conosciuto in città e nell’intera regione, in prima linea nel post-terremoto sia professionalmente che a livello umano, ha fatto in breve tempo il giro dell’Aquila e dell’Abruzzo, suscitando incredulità e grande commozione. 

I suoi stessi colleghi non sanno darsi una spiegazione, tra questi anche il sindaco dimissionario del capoluogo, Massimo Cialente, che di Pollice era compare d’anello.

Del caso si stanno occupando i carabinieri con il sostituto procuratore Stefano Gallo. Per fare luce sulla tragica fine del medico, i carabinieri stanno ascoltando parenti e amici. 

Molto conosciuta anche la famiglia dello psichiatra. Il padre Filippo era stato assessore regionale della Democrazia cristiana tra la fine degli anno Ottanta e i primi anni Novanta.

Toccanti i ricordi del sindaco dell’Aquila Massimo Cialente, delle professoresse Maria Grazia Cifone e Rita Roncone e dell’imprenditrice Natalia Nurzia.

Alla famiglia le condoglianze della nostra redazione.

LE REAZIONI

CIALENTE: “PERSONA MERAVIGLIOSA, PER ME ERA COME UN FIGLIO”

“Era una persona meravigliosa. Ero stato suo testimone di nozze, per me era come un figlio”.

Così il sindaco dimissionario dell’Aquila, Massimo Cialente, ricorda lo scomparso Rocco Pollice, che si è tolto la vita oggi. (alb.or.)

CIFONE: “ELEGANTE, ALTRUISTA, STRAORDINARIO”

“Una persona unica, straordinaria. Un uomo elegante di grandissima educazione, un uomo di grande altruismo, sempre disponibile ad aiutare gli altri”.

Riesce a pronunciare poche parole, tra le lacrime, la professoressa Maria Grazia Cifone, direttrice del dipartimento di Medicina dell’Università dell’Aquila, al telefono con la redazione di AbruzzoWeb.

“Tra noi c’era un rapporto di grande stima e di profonda amicizia”, conclude. (e.mi.)

RONCONE: “DISTRUTTA, FIANCO A FIANCO PER VENT’ANNI”

“In questo momento non riesco a trovare le parole, sono distrutta. Abbiamo lavorato fianco a fianco per vent’anni”.

Così la psichiatra e docente dell’Università dell’Aquila Rita Roncone, raggiunta al telefono da AbruzzoWeb, sconvolta dopo la notizia del suicidio del noto psichiatra Rocco Pollice.

“Intuivo che ultimamente era molto sofferente ma non mi aspettavo tutto questo”, conclude. (e.mi.)

NATALIA NURZIA, ”CI SIAMO VISTI DOMENICA, MI PARLAVA DI BIMBI E FUTURO”

“Ci eravamo visti alla ‘Villetta’ domenica scorsa, scherzavamo sul matrimonio fra il suo piccolo Filippo, che ha due anni, e la mia Maria, nata da poco. Mi parlava dei figli come motivo per guardare al futuro, non riesco a credere che Rocco se ne sia andato così”.

La notizia del suicidio di Rocco Pollice, uno dei più noti psichiatri dell’Aquila che si è ucciso oggi sparandosi con la pistola nella sua casa inagibile di via Agnifili, ha sconvolto l’intero capoluogo abruzzese.

L’imprenditrice Natalia Nurzia, titolare dello storico bar Nurzia in piazza Duomo, cerca di farsi forza nel raccontare l’ultima volta in cui ha parlato con Pollice, proprio qualche giorno fa. E spiega, o prova a dare una spiegazione, al gesto estremo dello psichiatra. Senza riuscirci.

“Era passato al bar a portarmi un regalo per la mia bimba appena nata – dice la Nurzia ad AbruzzoWeb – l’avevo visto pieno di vita, di gioia. Impossibile cogliere un segnale di disagio, tutt’altro. ‘Coi figli hai energia e voglia di fare tante cose, pensi al futuro, hai un motivo per andare avanti’, mi diceva”.

“E a pochi giorni di distanza, quella stessa persona prende e si spara. Non ci credo, non è possibile”. Roberto Santilli