L’AQUILA – Una totale mancanza di rispetto della normativa in materia di fumo all’interno dell’Unità operativa di Psichiatria dell’ospedale dell’Aquila.
A denunciare la situazione, definita “vergognosa”, è il segretario generale della Uil Mauro Nardella.
“Con estremo dispiacere e parecchia critica – si legge in una nota – abbiamo dovuto evidenziare e nello stesso tempo contestare al direttore generale della Asl 1 L’Aquila-Avezzano-Sulmona nonché direttore sanitario dell’ospedale dell’Aquila la totale mancanza di rispetto della normativa in materia di fumo e quindi di considerazione nei confronti degli operatori di Polizia Penitenziaria dell’Aquila, di Sulmona e di Avezzano che prestano il loro servizio all’interno della Unità Operativa di Psichiatria dell’Ospedale Civile dell’Aquila”.
“La sfortuna, se così possiamo dire, ha voluto che l’altra notte a svolgere il servizio di piantonamento presso l’unità operativa oggetto della vertenza ci si sia andato proprio lo scrivente. Ho potuto quindi, in questa maniera, prendere personalmente cognizione di una situazione vergognosa, al limite del rispetto umano e che in molteplici circostanze mi era stata riferita da altrettanti sfortunati operatori ma mai avrei creduto rispondesse al vero”, precisa Nardella.
“Non esiste il minimo rispetto della normativa in tema di sicurezza e salubrità laddove si deve fare i conti con l’esposizione a fumo passivo anche della messa in sicurezza degli operatori di polizia penitenziaria impegnati nello svolgimento del loro servizio. Parlare del perpetrarsi di ciò in qualsiasi luogo pubblico risulta già di per sé grave. Farlo in un ospedale – sottolinea -, laddove cioè la prevenzione dovrebbe essere massima ed indirizzata a curare e non a rischiare di far ammalare, è ancora più paradossale”.
“La postazione, se così la vogliamo chiamare visto che consiste in un piccolissimo tavolo quadrato corredato di due sedie per nulla ergonomiche, degli armati (ci si chiede quanto possa essere conveniente lavorare a diretto contatto con tali pazienti armati di pistola beretta 92 FS Parabellum) poliziotti penitenziari insiste infatti a pochi centimetri da una pseudo area riservata ai pazienti fumatori, praticamente tutti i ricoverati, per nulla ermetizzata, privata di adeguato sistema di aspirazione e, pertanto, arrecante grave nocumento per la salute di chi, suo malgrado, viene obbligato a stazionarvici. Del tutto opinabile risulta essere l’aver permesso l’implementazione dell’accendisigari elettronico in un angolo posto al di fuori dell’area fumatori e proprio dinanzi la postazione degli agenti”.
“Nelle more delle responsabilità che sarebbero da ascrivere alla competente Asl si è chiesto quindi al dirigente generale, Maria Simonetta Santini, l’immediato ripristino dei previsti parametri di sicurezza e di salvaguardia della salute di tutti gli addetti in servizio facendo dotare i poliziotti penitenziari di tutti i dispositivi volti a soddisfare l’esigenza di garantirsi il diritto alla salute oltre che a lavorare con la serenità necessaria. Sarà mia curae informare chi di competenza qualora ciò non dovesse essere fatto nei tempi richiesti”, conclude Nardella.



