L’AQUILA – Era  finito sotto processo per aver causato un grave incidente stradale nel territorio comunale di Fontecchio (L’Aquila) e, soprattutto, di non aver prestato soccorso all’altro automobilista rimasto ferito dopo essere uscito fuori strada. Il giudice di pace del tribunale, Antonella Camilli,  però ha assolto Gionni Concordia, di 52 anni, aquilano, che era alla guida di una macchina, peraltro non sua, “per non aver commesso il fatto”.

“Era stato accusato ingiustamente, senza nessuna prova valida, di contestazioni abbastanza pesanti”, ha commentato il suo avvocato, Gaetano Petrilli, “e, infatti, è stato subito scagionato dal giudice di Pace onorario”.

“Il processo non ha dimostrato, oltre ogni ragionevole dubbio”, si legge nella  lunga motivazione che ricostruisce il caso, “la colpevolezza dell’imputato. Invero, la parte offesa, Joachin Spina, che poi si è ripreso dalle ferite, ha dichiarato che in data 21 settembre 2022, mentre stava percorrendo la strada che da L’Aquila conduce ad Acciano, alla guida dell’autocarro della ditta TIS, di cui era dipendente, un veicolo di colore grigio, modello station wagon invadeva la sua corsia di marcia, per cui al fine di evitare la collisione con il mezzo andava ad urtare contro la banchina erbosa posta al margine della carreggiata ed il furgone si ribaltava, così riportando le lesioni ed i conseguenti pregiudizi non patrimoniali certificati dal referto del Pronto Soccorso. Ha precisato che il conducente del veicolo non si era fermato”.

“Orbene, in questo caso, in base alla ricostruzione della dinamica dell’incidente, come riferita dalla parte offesa, è certo che un veicolo station wagon di colore grigio, ha invaso la corsia di pertinenza di quest’ultima, causando sbandamento e ribaltamento del furgone dalla medesima condotto. Pertanto, è certo che il conducente del veicolo investitore con la sua condotta ha causato la manovra di emergenza della persona offesa, la quale per evitare l’impatto ha dovuto cambiare traiettoria avvicinandosi al margine della carreggiata, ma l’imputato si è allontanato dal luogo del sinistro”.

“Le indagini hanno consentito di accertare la proprietà del veicolo investitore, posto che all’esito degli accertamenti è emerso che, tenuto conto delle indicazioni fornite dalla parte offesa circa il colore ed il modello dell’auto nonché l’orario dell’incidente, sulla strada interessata dall’evento, era transitato soltanto il veicolo Passat di colore grigio, Senonché, non può dirsi, oltre ogni ragionevole dubbio, che alla guida del mezzo si trovasse l’imputato, atteso che al riguardo non sono emersi elementi di prova”.

“Infatti, il comandante della Stazione dei Carabinieri di Fontecchio, Francesco Gatti, ha riferito che durante le indagini l’imputato aveva dichiarato di essere l’utilizzatore del veicolo, ma le dichiarazioni dell’imputato non risultano utilizzabili, posto che, in primis, non sono state verbalizzate, almeno non risulta in atti il verbale di interrogatorio; quindi, non si capisce se trattasi di dichiarazioni spontanee o meno e se sono state rese con l’assistenza del difensore ed in presenza degli avvertimenti di cui all’art. 64 c.p.p. . In conclusione il fatto come contestato nel capo di imputazione sussiste, ma non si sa se lo ha commesso l’imputato, il quale deve essere assolto ai sensi dell’art. 530 comma 2° c.p.p., in quanto non è emersa oltre ogni ragionevole dubbio, la sua colpevolezza”.