L’AQUILA – Beni per un valore di 50 milioni di euro sono stati sequestrati dalla squadra Mobile di Reggio Calabria ad affiliati alle cosche Borghetto, Zindato e Caridi della ‘ndrangheta.
Il sequestro è stato disposto dal Gip su richiesta del Procuratore della Repubblica di Reggio Calabria, Giuseppe Pignatone, e del sostituto Marco Colamonici.
Tra i beni sequestrati c’è anche un’impresa, la Tesi costruzioni, riconducibile a Santo Giovanni Caridi, che ha sede all’Aquila.
Al momento, comunque, secondo quanto riferito dagli investigatori, non sono stati acquisiti elementi che facciano ritenere che l’impresa fosse stata costituita per i lavori del post-terremoto, anche se l’ipotesi non viene esclusa dagli investigatori.
LA TESI, IL GANCIO PER ENTRARE NELLA RICOSTRUZIONE
Amministratore unico e proprietario al 50 per cento della Tesi è l’aquilano Stefano Biasini, non indagato a Reggio Calabria e la cui posizione è al vaglio dei giudici aquilani.
Biasini è considerato gancio inconsapevole della ‘ndrangheta che cercava appoggi logistici e aziende del capoluogo in cui infiltrarsi per mettere mano ai milioni della ricostruzione nel cantiere più grande d’Europa.
L’altro 50 per cento della società sequestrata apparteneva infatti a Carmelo Gattuso, commercialista e prestanome di Caridi.
i Pm vogliono anche scoprire se la ‘ndrangheta era interessata ad intessere rapporti con il padre di Stefano Biasini, Lamberto, amministratore di condominio di fama, per arrivare a introdursi nei milionari dei condomini classificati “E”, le vere galline dalle uova d’oro della ricostruzione.
Secondo le ipotesi degli investigatori antimafia aquilani, le organizzazioni malavitose potrebbero aver individuato gli amministratori di condominio come le figure locali per arrivare ai milionari appalti privati che sono senza controlli.
GLI ALTRI SEQUESTRI
Il sequestro di beni rappresenta un seguito dell’operazione che il 29 ottobre scorso aveva portato all’arresto di 33 presunti affiliati alle cosche Borghetto, Zindato e Caridi, considerate dagli investigatori satelliti del gruppo storico dei Libri, che avrebbero attuato una serie di estorsioni ai danni di commercianti e imprenditori.
Complessivamente il sequestro riguarda 12 imprese e società, operanti, per lo più, nel settore dell’edilizia.
Tra le società sequestrate ce n’è una a Roma proprietaria di un panificio.
Il provvedimento riguarda anche una società di Reggio Calabria proprietaria di un palaghiaccio mobile, il circolo ricreativo Las Vegas, sempre a Reggio, tre appartamenti e tre automobili.
Attraverso le imprese, secondo quanto è emerso dalle indagini, sarebbero state messe in atto infiltrazioni nell’attività edilizia e sarebbe stata ottenuta l’aggiudicazione di appalti pubblici.
Alcuni dei beni sequestrati, inoltre, intestati a prestanome, erano frutto del reimpiego dei proventi delle attività illecite delle cosche. Il sequestro dei beni è stato eseguito con la collaborazione delle Squadre mobili di Roma e L’Aquila.



