L’AQUILA – Duro affondo contro l’amministrazione comunale dell’Aquila, da parte del consigliere del Partito democratico Antonio Nardantonio, che torna a denunciare “le precarie condizioni di percorribilità della strada che collega Preturo a Coppito” e lancia strali contro gli uffici: “Nella struttura comunale preposta alla gestione del servizio – dice – non esiste la più elementare programmazione degli interventi ricorrenti da eseguire. Si naviga a vista e secondo le pressioni politiche”.
“Il comune dell’Aquila non finisce ai Quattro Cantoni!”, sbotta in una nota.
“Siamo tornati alla riapertura delle scuole e il problema della viabilità in prossimità dell’edificio scolastico e del centro abitato non è stato ancora risolto”, dice.
“La segnaletica orizzontale e verticale non è adeguata al volume di traffico che si svolge nell’ambito del centro abitato”.
“Nel tratto di strada tra il progetto C.a.s.e. di Coppito 3 e l’abitato di Preturo, completamente rettilineo e in discesa, le macchine raggiungono velocità proibitive, ponendo a repentaglio l’incolumità dei cittadini – aggiunge -. Inoltre, il traffico veicolare appare sempre più pericoloso anche per effetto delle deformazioni del corpo stradale”.
“Non si è mai avvertita la presenza dei vigili urbani che, in qualche modo, potrebbero indurre gli automobilisti al rispetto delle regole e dei limiti di velocità esposti e che nessuno rispetta per l’assoluta mancanza di sorveglianza delle strade. Il problema si pone nelle stesse condizione per la percorribilità della strada statale 80 Dir, che attraversa l’intera frazione”.
“A tutto ciò si aggiunga la sosta selvaggia delle autovetture parcheggiate, di solito, in prossimità dei punti più critici. Per immettersi sulla strada statale, sia al centro che nei pressi della Clinica Villa Letizia, bisogna aspettare a volte dai 10 ai quindici minuti, specialmente nelle ore di punta – continua Nardantonio -. Si rende urgente e indifferibile installare degli impianti semaforici, necessari per disciplinare il traffico e per far ridurre opportunamente la velocità in pieno centro abitato”.
“Occorre applicare la segnaletica obbligatoria del divieto di sosta nelle traverse urbane. Bisogna, però, che chi di dovere faccia rispettare segnaletica e regolamenti di circolazione urbana.
“Abbiamo rivolto diverse richieste alla Provincia per la realizzazione dei dossi, come quelli realizzati su viale Corrado IV, ma ci è stato risposto che sulle strade provinciali sono vietati, non sappiamo da quale legge, perché potrebbero creare pericoli per i mezzi di soccorso. Ma, a viale Corrado IV i mezzi di soccorso non passano mai, anzi vi transitano tutti i giorni a piena velocità per raggiungere l’ospedale civile collocato a ovest della città”.
“I dossi, comunque, andrebbero realizzati in prossimità della scuola e del centro abitato, non certamente nel tratto extra urbano”, dice Nardantonio.
“Gli stessi problemi si presentano nell’attraversamento dell’abitato di Coppito. Abbiamo più volte rappresentato l’esigenza di provvedere ad una razionale manutenzione dell’area del cimitero. Attorno alle tombe sono nati pungenti spini e cardi di ogni genere. L’incuria regna sovrana. I cittadini pagano i canoni per le lampade votive che non ardono, perché i cavi sono stati tranciati in una di quelle poche volte che è stata tagliata l’erba”.
“Il territorio comunale spazia da Assergi a Sassa, da Forcella di Preturo a Monticchio, da Bagno a San Gregorio e i cittadini di questo vasto territorio dovrebbero godere degli stessi diritti, nello stesso modo in cui vengono sottoposti a vessanti tassazioni, senza alcuna ricaduta in termini di servizi pubblici obbligatori”.
“Lungo le strade comunali l’erba, mai tagliata, ha raggiunto altezze considerevoli, sono nate addirittura delle piante di acacia che invadono la piattaforma stradale. I contribuenti si domandano dove vanno a finire le tasse e i tributi comunali che si pagano continuamente, anche in forma coattiva”.
“Queste risposte – conclude Nardantonio – bisogna fornirle con la massima urgenza, provvedendo contestualmente all’esecuzione di tutti i lavori necessari, prima che la gente si rivolga all’autorità giudiziaria o possa insorgere per manifestare tutta l’indignazione del caso”.





