L’AQUILA – Il procuratore capo della Repubblica dell’Aquila Alfredo Rossini è morto ieri mattina in Piemonte per un malore improvviso.
Rossini, 72 anni, aveva guidato le inchieste più importanti del post terremoto del 6 aprile 2009, aprendo oltre 200 fascicoli per individuare eventuali responsabilità penali sui crolli delle abitazioni che hanno portato alla morte di 309 aquilani.
Molti importanti filoni sono attualmente in fase di udienza preliminare o in quella dibattimentale: dal processo alla commissione Grandi rischi, accusata di aver falsamente rassicurato la popolazione causando le morti, fino ai procedimenti per i crolli più luttuosi, come la Casa dello studente, Convitto nazionale, le palazzine in via D’Annunzio e via XX settembre.
Inoltre Rossini aveva anche seguito l’immediato post-sisma, aprendo altre inchieste su quanto fatto dopo il dramma: dalle infilitrazioni della camorra e della ndrangheta alle irregolarità degli isolatori installati negli alloggi antisismici del progetto C.a.s.e..
E ancora altri casi di cronaca: la tentata truffa con i fondi Giovanardi di “Attenti a quei due”, l’inchiesta “Caligola” su tangenti e appalti legati ai programmi di cooperazione comunitaria, lo stupro di una giovane studentessa del Guernica, locale fuori L’Aquila.
Nel corso del tempo per lui si era parlato di un possibile trasferimento in una procura di dimensioni maggiori, come Firenze o in particolare Genova, ma alla fine era rimasto nel capoluogo abruzzese.
Il procuratore capo era noto per le sue uscite centellinate e sibilline sulla stampa, con frasi secche e brevi. “Chi guadagna e basta va in prigione”, aveva detto parlando di appalti.
Aveva attraversato un momento molto difficile per un male molto grave che, però, sembrava avere almeno parzialmente superato.
Nelle ultime uscite pubbliche Rossini era parso migliorato e quasi ristabilito e anche ai cronisti aveva confessato di avere l’intenzione di continuare il suo lavoro nel capoluogo.
Rossini era prossimo alla pensione: al suo posto era già stato nominato il procuratore capo di Terni, Fausto Cardella. Fino all’insediamento, per il quale manca una deliberazione del Consiglio superiore della magistratura e del ministero della Giustizia, per anzianità il facente funzioni sarà il sostituto procuratore Stefano Gallo.
I funerali si terranno venerdì prossimo a Roma presso la chiesa di San Saturnino.
CHI ERA ALFREDO ROSSINI
Rossini era nato a Roma il 26 febbraio 1940. Entrato in magistratura a 25 anni, come sostituto procuratore aveva coordinato alcune inchieste nell’ambito del terrorismo, sui Nuclei armati proletari.
Nel 1978 si è occupato dell’indagine sul suicidio dell’imitatore Alighiero Noschese, mentre nel 1985 ha coordinato l’inchiesta della giustizia italiana sulla tragedia dello stadio Heysel, dove morirono 32 persone.
Nel 1994 ha indagato l’allora ministro della Giustizia Alfredo Biondi, che 15 anni dopo ha ritrovato nel processo alla commissione Grandi rischi come avvocato difensore di Claudio Eva, accusato dal suo ufficio.
Nel 1996, dopo la denuncia di Antonio Di Pietro, ha seguito l’inchiesta sull’attività di controllo da parte del Sisde nei confronti dei magistrati del pool di Mani pulite.
Dal 1997 al 2004 è stato a capo della Procura della Repubblica di Rieti, dove ha subìto anche un tentativo di attentato: accanto alla porta d’ingresso dell’ufficio suo e del giovane sostituto Fabio Picuti, che poi lo ha seguito all’Aquila, è stato trovato un ordigno rudimentale.
Successivamente è stato scelto per diventare responsabile sia della procura che della direzione distrettuale antimafia nel capoluogo d’Abruzzo.
All’Aquila ha coordinato numerose inchieste, come quella del 2007 su Nadia Desdemona Lioce, in cella a Preturo (L’Aquila), sospettata di essere mandante di minacce al presidente della Cei, il cardinale Angelo Bagnasco. Dal 2009 l’impegno quasi esclusivo sulla maxi inchiesta crolli e la lotta alle infiltrazioni nella ricostruzione.
Era sposato dal 1976, ma non aveva figli.
EMORRAGIA CEREBRALE CAUSA DELLA MORTE
È stata un’emorragia cerebrale a causare la morte del procuratore della Repubblica dell’Aquila Alfredo Rossini.
Lo si apprende da fonti vicine alla famiglia.
I sostituti procuratori sono tutti costernati per una morte improvvisa, dato che confermano che il loro superiore fosse in buona forma.
Inoltre la causa del decesso non ha molti collegamenti con il male contro cui Rossini stava lottando.
Sempre da quanto si apprende, i funerali si terranno venerdì a Roma.
Il mandato di Rossini era scaduto lo scorso 5 agosto, a tutti i pm aveva detto che sarebbe rientrato dopo le ferie e sarebbe rimasto fino al nuovo fine anno, vale a dire fino alla data stimata di ufficializzazione del suo successore: voleva essere egli stesso a effettuare il passaggio di consegne.
Ora spetterà al pm di anzianità maggiore, Stefano Gallo.
CHIODI: ”INCOMPRENSIONI, MA ERA DI ALTO PROFILO”
“Tra me e lui c’era stata qualche incomprensione, ma poi Rossini si era rivelato un magistrato di grande equilibrio”.
Così ricorda lo scomparso procuratore dell’Aquila, Alfredo Rossini, il presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi.
Rossini verrà ricordato come il magistrato del terremoto del 6 aprile 2009 “e in questo caso ha fatto un lavoro egregio – prosegue Chiodi – che indubbiamente gli ha regalato uno stress incredibile”.
“Ma Rossini – aggiunge – è stato quel magistrato inquirente che tutti si augurano di avere: cioé di alta figura e che mai ha sfruttato in modo mediatico le inchieste delicate alle quali si dedicava anima e corpo”.
CIALENTE: ”SONO PARTICOLARMENTE COLPITO”
“Sono particolarmente colpito, poi in un giorno di festa come oggi la notizia mi addolora ancora di più”.
Lo afferma il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, che sta partecipando al corteo della Bolla della Perdonanza, subito dopo aver appreso dai cronisti la notizia della morte del procuratore capo del capoluogo, Alfredo Rossini.
“È una notizia che mi rammarica terribilmente, mi dispiace davvero moltissimo – conclude Cialente – Lo avevo rivisto solo qualche settimana fa”. (g.a.)
CINQUE: “PERSONA IN GAMBA, SEMPRE ALLA RICERCA DELLA VERITA”’
“Sono senza parole, è una notizia che mi lascia sgomento. Era una persona molto in gamba e la ricordo con profonda stima e affetto”.
Questo il commento di Massimo Cinque, presidente della Fondazione 6 aprile per la vita, appena appresa la notizia della morte del procuratore Rossini.
“Nel post teremoto – ha dichiarato il medico, che nel sisma ha perso i suoi due figli e la moglie – aveva preso in mano le redini della situazione, ha portato avanti il processo senza mai scendere a compromessi, mostrando sempre una forte determinazione nella ricerca della verità”.
“A nome della Fondazione – ha concluso Cinque – e di tutti parenti delle vittime non posso che esprimere cordoglio per la sua scomparsa. Sono certo che anche lui è solo passato in un’altra dimensione e questo è solo un ‘arrivederci'”. (e.m.)
L’AVVOCATO MELANDRI: ”ARGUTO, LEALE E FEDELE, UN AMICO”
“Una perdita notevole, Alfredo Rossini era un uomo intelligente e arguto, questo è il termine più esatto”.
Questo il commento di Marcello Melandri, noto avvocato romano già difensore tra gli altri di Luciano Moggi, Agostino Saccà e Francesco Piscicelli, che ha conosciuto lo scomparso procuratore della Repubblica dell’Aquila in gioventù e lo ha incrociato di nuovo a partire dal 2010, quando ha assunto la difesa di Enzo Boschi nel filone d’inchiesta della commissione Grandi rischi, uno dei circa 200 aperti dal team di pm guidati da Rossini dopo la tragedia del 6 aprile 2009, “un lavoro notevole” secondo lo stesso Melandri.
“Ci conoscevamo da venti, trent’anni – dichiara l’avvocato – All’epoca era un giovane magistrato, lavorava a Roma. Nel tempo siamo diventati amici e gli ero molto affezionato”.
Parlando del pm scomparso a 72 anni Melandri lo dipinge come “una persona leale e fedele, ce ne vorrebbero di più come lui”. (alb.or.)
IURATO: ”COLLABORAZIONE CONTRO LE INFILTRAZIONI”
“Una perdita grave per la città”.
Così il prefetto dell’Aquila, Giovanna Iurato, ha commentato la scomparsa del procuratore della Repubblica Alfredo Rossini.
“Con lui – ha aggiunto – ho avuto un ottimo rapporto di collaborazione per cio che riguardava le infilitrazioni criminali in questa città”. (g.a.)
UGL: “UOMO DI POCHE PAROLE E FATTI CONCRETI”
La Ugl Abruzzo esprime le più convinte condoglianze per la scomparsa del Procuratore Alfredo Rossini. “Uomo di poche parole e di tanti fatti concreti che ha contribuito in modo essenziale ad infondere sicurezza alle popolazioni terremotate. Un vero e proprio punto di riferimento per la gente”.
DEL CORVO:”LASCIA VUOTO NELLE INCHIESTE POST SISMA”
“La scomparsa di Rossini – dichiara il presidente della Provincia dell’Aquila, Antonio Del Corvo – lascia un vuoto profondo nella storia delle inchieste più importanti del post terremoto del 6 aprile 2009, un uomo che ha svolto il suo prezioso lavoro, lottando contro reati gravi che rappresentano un’ ulteriore e dolorosa spina nel fianco della città dell’Aquila”.
“Desidero esprimere – conclude – il mio più profondo cordoglio e quello dell’amministrazione che rappresento, per un professionista che con grande serietà ha svolto un’attività delicata ed importante per il nostro territorio”.





