L’AQUILA . “La grande famiglia dell’istituto comprensivo Carducci abbraccia la mamma di Lorenzo e tutti i suoi cari in un momento di grande e incomprensibile dolore. Il tuo sorriso e la sua solarità illuminino le tenebre in cui ha lasciato tutti noi”.
Così la scuola frequentata dal piccolo Lorenzo Di Fabio ha espresso la vicinanza alla famiglia e a Simona, la madre del ragazzino, in un momento di dolore e incredulità.
Lorenzo è morto improvvisamente l’altra notte mentre era a casa. Ma cosa ha ucciso questo ragazzino che aveva solo 13 anni? La magistratura ha aperto un fascicolo a garanzia della legalità ma non sembrano esserci rilievi penali. L’allarme è stato lanciato subito dalla madre. Poi l’arrivo della prima ambulanza del 118 a sirene spiegate ma i disperati i tentativi dei soccorritori di far ripartire il suo cuore sono stati inutili. Il piccolo è stato stroncato da un malore, molto probabilmente per un subdolo problema di natura cardiaca, che verrà accertato con degli esami che procura e la stessa Asl stanno per disporre.
La città è sotto choc e per questo è stata rinviata la manifestazione di protesta prevista per domani davanti al Comune per sollecitare una migliore sistemazione edilizia delle scuole molte delle quali sono strutture provvisorie.
Ma la città è sconvolta anche ripensando al destino di questa famiglia. Lorenzo se ne è andato improvvisamente e la medesima sorte toccò al padre Massimo il 6 maggio del 2017. Era un abile motociclista e stava facendo un giro sulla sua Suzuki quando impattò in via Aldo Moro contro un’auto guidata da un 75enne che stava svoltando. Poi il decesso in ospedale.






