L’AQUILA – Il Comune dell’Aquila è stato condannato dal giudice del lavoro a risarcire con 10 mila euro la dirigente Paola Giuliani, assistita dall’avvocato Rodolfo Ludovici per mobbing inteso come “azzeramento di ogni forma di responsabilità apicale derivante dal mancato conferimento dell’incarico di dirigente presso l’avvocatura comunale oltre che dalla cessazione dell’incarico dirigenziale presso la Sge”.
Un fatto che avrebbe fatto precipitare la dirigente in uno stato di prostrazione con danni di natura fisica.
“Non si è trattato di un processo di risorganizzazione dell’ente – si legge nella motivazione, «ma di un provvedimento che ha riguardato la sola collocazione del ricorrente. Inoltre non merita accoglimento l’obiezione avanzata dalla difesa dell’ente secondo cui in forza di un nuovo incarico la ricorrente si troverebbe a godere di una posizione migliore”.
“Sotto il profilo soggettivo – scrive il giudice – l’intento persecutorio sotteso dalla condotta datoriale a scapito della professionalità della ricorrente è desumibile dalla privazione della stessa di un ufficio o di una qualunque postazione di lavoro”.
Il giudice ha riconosciuto un nesso tra il mobbing e “la condizione depressiva”.





